Il viaggio in un gene

Foto di viaggio sul legame fra spirito di avventura e il gene DRD4-7RL’umanità si divide in due grosse categorie: i pantofolai, che vogliono sempre restare a casa, e gli avventurieri, che invece farebbero i bagagli ogni giorno.
Sembra proprio che a mettere lo zampino in questa minore o maggiore predisposizione al viaggio sia la genetica.
Parola di Chuansheng Chen, neuro-scienziato presso l’Università della California, che già nel 1999 aveva avviato gli studi sul gene DRD4-7R, presente solo nel 20 per cento della popolazione mondiale e più comune nelle regioni dove il passato e la storia hanno spinto i popoli a migrare.

A riprendere la questione di recente è stato il ricercatore David Dobbs, per conto di National Geographic, che ha rilevato la presenza del gene in tutte le persone predisposte al rischio e all’esplorazione di nuovi posti, nuovi cibi, nuove idee e nuove relazioni.
Così, un ampio dossier è stato pubblicato dall’Elite Daily, sito Foto di viaggio sul legame fra spirito di avventura e il gene DRD4-7Rinternazionale dedicato alle notizie del mondo della cultura, che però mette l’accento anche sui pareri discordanti.

Per esempio, il genetista della Yale University Kenneth Kidd – che figura tra i primi scopritori della variante genetica – pensa che non sia possibile ridurre a un singolo gene una realtà complessa come l’esigenza umana di esplorare.
Ma Dobbs lo incalza, citando gli studi di Jim Noonan, esperto di genetica dell’evoluzione: a parere dello studioso, infatti, i due sistemi chiave del nostro organismo sono rappresentati dagli arti e dal cervello.
Le differenze fra le diverse specie sono dovute soprattutto al fatto che i geni attivano e arrestano i processi di sviluppo in tempi Foto di viaggio sul legame fra spirito di avventura e il gene DRD4-7Rdiversi.

L’uomo si distingue dai suoi antenati più comuni, ovvero le scimmie, per alcuni tratti distintivi, come l’intelligenza, l’abilità delle mani, la conformazione delle gambe e dei fianchi che ci consente di percorrere lunghe distanze.
Seguendo questa logica, chi possiede il gene DRD4-7R potrebbe aver sviluppato una diversa connessione fra arti e cervello, avvertendo magari una maggiore curiosità o un più spiccato bisogno di viaggiare.
Senza correre dal genetista, chi di voi pensa di possedere quel gene nel suo DNA?
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Pellegrini verso Santiago de Compostela - Foto Bruno Zanzottera
Pellegrini in cammino verso Santiago de Compostela
si concedono una sosta davanti alla facciata della cattedrale di Burgos
senza abbandonare i loro pesanti zaini.
(Foto Bruno Zanzottera)