Passaggio a nord-ovest

Passaggio a nord-ovest, Giuseppe Rivalta, Carla Ferraresi, Canada

Passaggio a nord-ovest, Giuseppe Rivalta, Carla Ferraresi, CanadaCinquantamila chilometri per un giro del mondo boreale. È partita la nuova spedizione del biologo Giuseppe Rivalta che, insieme alla moglie Carla Ferraresi e un affollato gruppo di coraggiosi, affronterà una lunga cavalcata a “nord-ovest” con partenza dal Canada: i partecipanti – Giuseppe Rivalta, la moglie Carla e Stefano Berti a bordo di un camper 4×4 Alfa Romeo 35-AR8; Flavio Rivalta, la moglie Emanuela e i due figli su un secondo camper 4×4 Alfa Romeo 35-AR8; Riccardo Sabbadini, la moglie Daniela e la figlia su un Land Rover Defender 110 camperizzato; Riccardo Cipriani e la moglie Paola su una Toyota camperizzata; Fabio Marceglia e la moglie Paola a bordo di un camper – partiranno da Halifax (Canada) e da Baltimora (Usa) per poi incontrarsi a Calgary.

Il viaggio sarà anche l’occasione per visitare le comunità italiane di Ottawa, con le quali il gruppo avrà la possibilità di incontri e scambi di informazioni sull’emigrazione emiliano-romagnola. “Visiteremo numerose testimonianze storiche del Settecento con ricostruzioni di antichi forti, che furono punti di scambio importanti con le comunità indigene, specialmente sul Lago Superiore”, riferisce Rivalta. “Nell’area di Calgary, visiteremo i grandi Parchi Paleontologici, ricchi di dinosauri e musei, dove la didattica fa scuola al mondo”.

MAGGIORI DIFFICOLTÀ
Rispetto al viaggio precedente – che, dal gennaio 2008 all’agosto 2009, ha visto Rivalta e la moglie a bordo del loro 4×4 per circa 70 mila chilometri, attraversando tutte le latitudini, i climi e gli ambienti (ne abbiamo parlato qui) – questa spedizione è molto più Passaggio a nord-ovest, Giuseppe Rivalta, Carla Ferraresi, Canadacomplessa, anche a causa di legislazioni che, in Canada per esempio, non permettono di assicurare veicoli che abbiano superato i diciannove anni d’anzianità, come nel caso dei partecipanti. In più, l’elevato numero di equipaggi ha richiesto una “taratura” dei tempi di percorrenza in base alle esigenze di ognuno.

Il gruppo attraverserà i Parchi nazionali di Banff & Jasper, lungo una strada che si snoda fra valli scavate e modellate dai ghiacciai del Quaternario, e poi salirà ancora a Nord attraverso laghi, foreste, fiumi e habitat perfetti per orsi, cervi e alci. A quel punto, si entrerà nel mitico Yukon, la regione all’estremità nord-occidentale del Canada che ha visto migliaia di cercatori d’oro all’inseguimento di sogni di ricchezza. Dopo Dawson City, la cittadina che ancora ha mantenuto il suo aspetto e l’atmosfera originale del primo Novecento, si imboccherà la Dempster Highway che, con i suoi oltre settecento chilometri di pista, condurrà ad Inuvik, sul Mar Glaciale Artico, regno incontrastato degli Inuit, volgarmente detti Esquimesi.

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Il biologo Giuseppe Rivalta

“Finalmente, entreremo in Alaska dalla Top Of the World Highway, considerata l’ultimo tratto della Panamericana, e a Fairbanks festeggeremo Felice Pedroni di Fanano, in provincia di Modena, che all’inizio del secolo scorso scoprì l’oro e fondò la città”. Sarà quindi la volta di una seconda lunghissima pista, che permetterà agli equipaggi di ritrovare il Mar Glaciale Artico a Prodhoe Bay, dove inizia l’oleodotto dell’Alaska. “Dopo ottocento chilometri di sterrato e guadi, scenderemo poi verso il Parco Denali, dove sorge il Monte Mc Kinley, e successivamente a sud, ad Anchorage, dove sostò Cook. Da qui, inizieremo un lungo giro ad anello intorno alla penisola di Kenai, regno di orsi affamati di salmoni, e se ci sarà tempo andremo anche sull’affascinante isola di Kodiak”.

MA NON FINISCE QUI
Il gruppo rientrerà in Canada attraverso il British Columbia, raggiungerà Vancouver e poi approderà a Seattle, negli Usa, dove lascerà i camper per nove mesi, protetti da tettoie per passare l’inverno. Il progetto, infatti, ha suddiviso il percorso in tappe annuali, dal momento che ci si sposterà a latitudini che consentono di avere solo tre mesi all’anno di clima favorevole (giugno – agosto). Così, si ripartirà nel 2015 e, dopo un giro attraverso i grandi Parchi, l’equipaggio rientrerà in Canada e incontrerà altre comunità italiane, percorrendo l’estuario del San Lorenzo per incontrare le balene. “Percorreremo circa tremila chilometri nel solitario e sconfinato Labrador, passando a lato di un enorme cratere e traghetteremo nell’Isola di Terranova, dove renderemo omaggio a Guglielmo Marconi nel punto in cui avvenne il primo collegamento radio intercontinentale. Ad Halifax, dopo visite a località storiche e zone ricche di fossili antichissimi, Passaggio a nord-ovest, Giuseppe Rivalta, Carla Ferraresi, Canadaimbarcheremo i camper per rientrare in Italia da Anversa”.

E poi? Nel 2016, dall’Italia saliranno in Norvegia e, passando dalla Penisola di Kola (off-limits per molti decenni), arriveranno a Mosca, lungo la Transiberiana passeranno in Mongolia e a seguire in Siberia, nella sua parte più orientale. “Tornati in Italia, dopo questi ultimi tre mesi di viaggio, ci fermeremo perché con tutto il materiale raccolto vorrei scrivere un secondo libro”.

Tra gli obiettivi di questa lunga avventura ci sono gli incontri con le comunità italiane, la raccolta di informazioni sul cambiamento climatico in atto e la ricerca di documentazione sulle popolazioni incontrate, autoctone e non. Ma si darà spazio anche all’osservazione delle gestioni dei Parchi naturali incontrati strada facendo, per poter trasferire le idee in tema di biodiversità. “Spesso basta poco per realizzare progetti che trasmettano agli altri un maggiore amore per questo mondo, che a volte sembra affondare nelle sue mediocrità”, conclude Rivalta. “Personalmente, io sono sempre ottimista: il bicchiere va visto sempre mezzo pieno”.