In bici al Circolo Polare Artico

È in viaggio per un’avventura dal nome freddo come l’Alaska, ma riscaldata dalla passione per la bici, Stefano Farronato, partito lo scorso 19 giugno per un’impresa che lo vedrà percorrere in sella 666 chilometri in 25 giorni, andata e ritorno, per un totale di 1332 chilometri.
I suoi compagni di viaggio sono una bicicletta tedesca, due zaini (uno per il cibo e l’altro per le attrezzature) e tanta determinazione che, ogni giorno, lo aiutano ad affrontare una strada isolata, dove non esistono cabine telefoniche né connessioni ad Internet per lunghi tratti.

Nata come via di comunicazione per il rifornimento di petrolio, dopo la scoperta di un giacimento a Prudhoe Bay (costa settentrionale dell’Alaska) nel 1969, l’Alaska Route 11 inizia dalla Elliott Highway, presso Livengood, e finisce a Deadhorse nei pressi dell’Oceano Artico.
“Ciò che più mi attira sono i suoi paradossi. È stata costruita in una terra incontaminata per collegare un oleodotto. Ciò significa costruire per distruggere. La percorro in bicicletta, quanto di più lontano da ciò che lo sfruttamento del petrolio rappresenta”.

Trattandosi di una delle strade più isolate degli Stati Uniti, conta solamente tre villaggi lungo il suo percorso (Coldfoot, Wiseman e Deadhorse), dove Stefano si sta confrontando con rigide temperature (5/10 gradi in media), nell’attesa di vivere il tratto più pericoloso, gli ultimi 300 chilometri, dove – viaggiando praticamente isolato – sarà possibile preda di orsi grizzly, alci e altri animali selvatici.

Stefano Farronato

Lui non è nuovo a simili imprese. Appassionato di montagna, trekking, free climbing, alpinismo, sci, trail running, rafting e parapendio, ha all’attivo ben 13 spedizioni: dal 2000 al 2015, ha infatti attraversato Nepal, Patagonia, Islanda, Ecuador, Mongolia, Groenlandia, Pamir e Isole Svalbar. Questa volta, ha voluto confrontarsi con un susseguirsi di scorci paesaggistici mozzafiato fra alti massicci rocciosi e gole profonde, valli, paludi e un’ampia varietà di flora e fauna.

In attesa del ritorno e dei suoi racconti, è possibile seguire il suo percorso sul sito www.elevenalaska.net

Le tracce di un orso polare e il mio piede, primi passi sul Circolo Polare Artico.