Così vi racconto il mondo

In principio, c’è il taglio editoriale. Ogni guida di viaggio nasce da una lunga gestazione – a cavallo tra fantasia, parole e conti in tasca – che parte dalla scelta della sua tipologia: l’editore decide cosa vuole raccontare, a quale pubblico rivolgersi, quale punto di vista adottare. A quel punto, inizia un complesso lavoro creativo che non lascia nulla al caso e cerca la chiave giusta per solleticare il viaggiatore che c’è in noi. Esperto di comunicazione, l’editore Mauro Morellini ha una lunga esperienza in questo settore e, nell’affollato mondo delle guide turistiche, ha scelto di concentrarsi sui voli low cost, interpretandoli come uno strumento per i nuovi week-end, non più – o non solo – al mare o alla trattoria fuori porta, ma alla scoperta delle città europee.

Nel vasto catalogo della sua casa editrice, disponibile all’indirizzo http://www.morellinieditore.it/, figurano titoli assolutamente originali come “Dove vado con 100 euro” per orientarsi tra le destinazioni low cost, “Travel Therapy” per scegliere il viaggio giusto al momento giusto o “In viaggio con lo zodiaco”, che illustra le caratteristiche della vacanza perfetta segno per segno. Segue un interminabile elenco di mete indagate nei loro luoghi irrinunciabili, i locali alla moda, i ristoranti migliori e le vie dello shopping. Da Salisburgo a Lanzarote, dall’Argentina al Giappone, ogni guida offre tutte le informazioni necessarie per pianificare alla perfezione il proprio viaggio.

Nella foto, l’editore Mauro Morellini

Come viene decisa la località da affrontare?
Da ogni taglio editoriale discendono destinazioni diverse: le Rough Guides ragionano su Paesi o grandi aree per viaggiatori indipendenti, le Lonely Planet si sono concentrate per anni sui luoghi più insoliti del pianeta, mentre noi – avendo sposato la filosofia dei voli low cost – scegliamo mete nell’ambito dei voli a medio o corto raggio.

Si è già scritto tanto e su tutti i Paesi: cosa rende una guida diversa dalle altre e dalle informazioni facilmente reperibili sul web?
Di certo, Internet la spunterà sempre sulla carta stampata per quanto riguarda le indicazioni pratiche, perché il cartaceo non riuscirà mai a stare dietro al nuovo locale o all’evento dell’ultimo minuto. In compenso, una guida di viaggio è impregnata della personalità di chi scrive e magari vive, o ha vissuto, nel luogo raccontato: questo permette di fornire informazioni difficilmente reperibili sulla rete in un formato snello e di veloce consultazione. Anche noi, ad esempio, abbiamo dedicato una guida a Parigi, ma al di là del Louvre o di Notre-Dame abbiamo offerto spunti inconsueti come i ristoranti “clandestini” che i parigini amano organizzare con la stessa logica dei rave party, dove le serate vengono improvvisate in luoghi sempre diversi.

Anche il formato è importante…
Certo. Le guide turistiche devono entrare in valigia senza troppo ingombro, anche perché in viaggio – soprattutto all’estero – il roaming o la difficoltà di trovare una connessione possono ostacolare l’uso di Internet. Allo stesso tempo, le guide offrono la possibilità di utilizzare testi più lunghi rispetto al web, permettendo maggiori approfondimenti. Nel nostro catalogo, abbiamo una collana intitolata “Mind The Gap” che racconta con leggerezza la mentalità, le tradizioni, le abitudini, la storia e la realtà di ogni giorno dei vari popoli.

Qualche esempio?
Come comportarsi nella casa di un indiano evitando gaffe o errori, gli argomenti e i gesti tabù in Giappone, come bere vodka alla polacca: ogni libro tratta gli aspetti umani e le radici dei popoli del mondo. Scoprire la mentalità di chi ci ospita è una delle componenti chiave del viaggio.

Quanto è importante l’autore in una guida turistica?
L’impronta personale è molto apprezzata dal grande pubblico. Non necessariamente chi scrive deve parlare in prima persona: l’importante è costruire un taglio originale, insolito. In alcuni casi il lavoro viene svolto direttamente sul campo, organizzando un viaggio nei luoghi raccontati per raccoglierne le suggestioni; altre volte ci si affida ad autori che conoscono già quel territorio e si recano sul posto solamente per effettuare alcune verifiche, raccogliere materiale fotografico “fresco” e cogliere lo spirito del momento. Questo taglio di originalità viene applicato anche alle pubblicazioni fuori collana: di recente, abbiamo stampato la guida completa ai mercatini di tutta Europa, dove per ciascuno vengono presentati calendario, orari, caratteristiche, eventi, specialità gastronomiche, tradizioni natalizie e altre attrazioni. Diverse località unite da un tema comune sono protagoniste anche di “Nuovi turismi”, in cui abbiamo trattato le forme moderne di viaggio: dal soggiorno nell’ex carcere alla gita all’outlet, dal tour in una clinica in Romania per rifarsi i denti al weekend in orbita.

Quali sono i titoli più venduti?
L’ambito dei voli low cost ci permette di mantenere vivo l’interesse durante l’intero arco dell’anno, perché i nostri viaggiatori-tipo sono persone che si spostano per tre-quattro giorni, magari in prossimità di un ponte o nel fine settimana, senza concentrare le vacanze in un determinato periodo. Per quanto ci riguarda, le guide più gettonate sono quelle dedicate alle mete balneari, come Minorca o Rodi e Kos. Le pubblicazioni tematiche invece – come quella sui mercatini di Natale – rispettano una certa stagionalità.

Una guida turistica può essere uno strumento di cultura anche per chi non viaggia?
Sì, soprattutto quando si tratta dei testi legati alle tradizioni dei popoli. Tra il nostro pubblico, ad esempio, c’è chi acquista la guida “Ucraina” per capire meglio la cultura delle badanti a cui si affida. In passato, ho curato le APA/Insight Guides, pubblicate in Italia prima da Zanfi, poi da Sole 24Ore e Mondadori: si trattava di testi piuttosto voluminosi che raccontavano le varie località con uno splendido corredo fotografico e testi molto curati. In quel caso, i lettori non le utilizzavano come guide tascabili, soprattutto per il loro formato, ma come strumento di conoscenza per partire informati o anche semplicemente conoscere un Paese restando seduti in poltrona. Non a caso, tra le Lonely Planet, una guida molto amata è l’Antartide, che evidentemente non rappresenta una tipica meta turistica ma solletica la fantasia dei curiosi.

La guida che non è mai stata scritta?
Ogni libro che pubblichiamo rappresenta un’opera originale. Presto stamperemo una collana dove il percorso naturalistico si sposa quello gastronomico, suggerendo itinerari in mezzo al verde che non trascurano gli aspetti più goderecci legati alla buona tavola, intesa come forma di cultura. In primavera, invece, avvieremo un progetto interamente dedicato al mondo femminile.

Guide di viaggio in rosa?
Esattamente. Nel 2008, avevamo pubblicato “Il manuale della viaggiatrice”, che spiegava come destreggiarsi tra aerei e hotel senza lasciare a casa i tacchi a spillo. Visto il successo, pubblicheremo una serie di guide leggere, ironiche, utili e affrontate dal punto di vista della donna viaggiatrice, spaziando dalla sicurezza allo shopping, dalla beauty bag perfetta all’attenzione alle scarpe in caso di acqua alta a Venezia. Le Guide Women-friendly sono da mettere in valigia o in borsetta, da scaricare sull’iPad o sullo smart-phone e offrono le piccole “dritte” che solo un’amica fidata potrebbe passare, esattamente come avviene per gli scambi di indirizzi “segretissimi” o di pettegolezzi “irrinunciabili”. La considerazione della valigia da parte di una donna è completamente diversa rispetto a quella dell’uomo: esistono differenze di genere che nel viaggio si riscontrano e noi vogliamo raccontare per chi decide di regalarsi una pausa lontano da famiglia, figli e mariti o semplicemente condividere emozioni e sensazioni con le amiche.

Paola Rinaldi

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