Il mondo in una stanza

Mai indirizzo fu più profetico: via del Pellegrino. Al civico 78, nel cuore di Roma, c’è la Libreria del Viaggiatore, un emporio di idee avventurose dove è facile sentirsi come Alexandra David-Néel diretta a Lhasa con il suo fagottino o l’irrequieta Ida Pfeiffer prima dei suoi due lunghi giri intorno al mondo. Tra carte geografiche, mappe e mappamondi, circa 10 mila titoli riposano sugli scaffali di legno o in vecchie valigie di pelle, in attesa di poter raccontare il loro mondo di suggestioni a chi cerca un’idea, un aiuto o una scusa per partire, anche solo con la mente. Dalla Libreria del Viaggiatore – unica nel suo genere per la Capitale – si passa prima di andare, ma anche quando si arriva. La sua collocazione lungo un’antica via di transito, voluta da Papa Giulio II per i pellegrini, è casuale ma nello stesso tempo la rende affascinante. «La libreria è un piccolo porto, in cui transitano continuamente storie, persone e idee», spiega il titolare Bruno Boschin. «Osservando chi arriva e chi parte, ti accorgi di quanto l’umanità sia meno banale rispetto a quanto spesso si pensi».

Da quali motivazioni è nata questa libreria?
Da una grande amicizia. Eravamo tre ragazzi poco più che ventenni, tutti con un lavoro stabile e il grande desiderio di ritagliarci uno spazio in cui esprimere la nostra capacità propositiva. Io ero impiegato presso una multinazionale francese, gli altri due erano assistenti di volo Alitalia. Per anni, il nostro è rimasto un progetto teorico, che viveva solamente nelle nostre teste e si nutriva di serate trascorse a fantasticare insieme. La filosofia è subito stata quella di creare una libreria che rendesse omaggio alla capacità del libro, in quanto contenitore magico di storie e mondi, di far intraprendere un viaggio prima ancora della partenza.

Quando si è concretizzato questo progetto ambizioso?
Nel settembre 1991. La chiave di svolta è stata la firma del contratto di affitto per il locale, che in un certo senso ha tolto le ali al nostro sogno e lo ha portato sulla terraferma, con tutti i costi e le responsabilità che derivano dall’avvio di un’attività commerciale. Passare dalle parole ai fatti cambia tutto: non c’è più tempo per compiere voli pindarici, ma bisogna fare in modo che quel modello ideale prenda forma. L’entusiasmo ci ha sostenuto e un vecchio negozio di frutta e verdura si è trasformato nella Libreria del Viaggiatore. Con il tempo, uno dei tre soci ha lasciato questa avventura per viaggiare davvero e siamo rimasti in due, anche se l’unico libraio effettivo sono io.

Quanti titoli avete a disposizione?
Circa 10 mila sono presenti direttamente in libreria, ma lavoriamo anche su un catalogo virtuale che all’incirca li raddoppia. I 10 mila sono suddivisi secondo le grandi aree geografiche del mondo, per ciascuna delle quali sono disponibili due settori: il primo raggruppa guide turistiche, cartografia, dizionari tascabili, carte da trekking, taccuini e tutto ciò che può essere utile per programmare un viaggio; il secondo invece rappresenta un percorso narrativo e saggistico lungo quei Paesi, grazie a un’ampia selezione di opere di letteratura locale, anche in lingua originale. La nostra particolarità è quella di offrire non i grandi classici reperibili ovunque, ma evocazioni insolite di atmosfere e di luoghi. Buenos Aires diventa Borges, la Bretagna è raccontata dalla penna di Pierre Loti con il suo affresco sulla vita dei pescatori a fine Ottocento.

Il titolare della libreria, Bruno Boschin

Quali difficoltà incontra una libreria specializzata come la vostra in un mercato dominato dalla grande distribuzione?
Esiste una differenza sostanziale. Noi siamo artigiani, i megastore sono imprese. Mentre librerie come la nostra si rivolgono a un pubblico più ristretto e privilegiano il contenuto del catalogo, la grande distribuzione risponde a logiche imprenditoriali e deve assicurare un continuo turnover di titoli per generare fatturato. Nelle librerie moderne, i testi hanno una vita commerciale molto breve, perché una vendita veloce è assicurata dalla rotazione delle novità. La particolarità di essere un negozio di nicchia ci ha permesso di superare i vent’anni di storia, perché la vendita tradizionale è ormai appannaggio dei grandi, grazie alle loro location e agli orari comodi a tutti.

Chi sono i vostri clienti?
Turisti di passaggio, viaggiatori incalliti, appassionati o anche solo persone che amano viaggiare con la mente. Abbiamo un pubblico molto eterogeneo, ma in generale curioso, che si concede un piccolo lusso.

Oggi, itinerari e approfondimenti sono facilmente reperibili su web. Internet ha ostacolato i libri di viaggio?
A mio parere, la grande rete non si pone come antagonista alla tradizionale ricerca su carta, ma al contrario la integra. Di fronte alla mole smisurata di informazioni disponibili, le persone sembrano fare ritorno alla traccia più spicciola, quella di carta, che spesso guida la ricerca su Internet. Per questo, io parlerei più di supporto tra i due mezzi piuttosto che di rivalità.

Qual è il suo approccio al viaggio: lei è un viaggiatore?
Ho avuto la fortuna di crescere a metà tra due culture: quella francese di mia madre e quella italiana di mio padre. Per molti anni, la mia vita è stata tempestata di viaggi tra i due Paesi, in cui ho capito che esistono molti modi di vivere e pensare. Credo che, almeno in parte, il mio approccio al viaggio sia stato condizionato da questa mia doppia formazione, per cui oggi parto per un motivo. Mi capita raramente di scegliere una vacanza, ogni metà è legata a una storia, una persona o qualcosa. Inoltre, il lavoro della libreria si concilia molto poco con la libertà di spostamento e mi rende più un viaggiatore virtuale.

Quale libro non dovrebbe mai mancare nella valigia di un viaggiatore?
Impossibile sceglierne uno solo. La meraviglia dei libri è la loro infinità, che si rinnova continuamente. Una volta mi è stato domandato quale libro porterei con me su un’isola deserta: ho risposto che, per non fare rinunce, mi sono creato quell’isola, che diventa deserta quando chiudo la porta ogni sera. Nei libri c’è tutto: mare, montagna, sole, tempeste, popoli, emozioni. Impossibile scegliere in questo universo fatto di piccoli mondi che sono i singoli titoli.

LIBRERIA DEL VIAGGIATORE
Via del Pellegrino, 78 – Roma
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20, tranne la domenica e il lunedì
Referente: Bruno Boschin
Tel. 06 68801048
libreriaviaggiatore@yahoo.it
http://www.libreriadelviaggiatore.com/

Paola Rinaldi

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