La Sicilia in kayak

Foto: © Fiorenza Cicogna

Tutti giù per terra! Si è concluso a Catania il girotondo intorno alla Sicilia del navigatore solitario Guido Grugnola, partito lo scorso 21 aprile a bordo del suo kayak per un viaggio di oltre 600 miglia. L’impresa, battezzata “Sicilia 2012”, rappresenta la seconda tappa del progetto “Rounditaly Cruise”, che ha l’obiettivo di percorrere l’intero litorale italiano per tutelarne il delicato equilibrio paesaggistico, naturalistico e artistico. Lo scorso anno, Grugnola aveva circumnavigato la penisola italiana, da Trieste a Ventimiglia, mentre nel 2013 scandaglierà le coste della Sardegna. La navigazione, che gli ha permesso di effettuare numerose riprese fotografiche e video, è stata scandita da gesti rituali: sveglia alle 3, colazione, smontaggio del campo, armamento del kayak, navigazione di circa 9-11 ore, carica dei dispositivi di bordo e degli apparecchi per le riprese con pannello solare di bordo, manutenzione delle dotazioni di bordo, aggiornamento del blog, cena e riposo.

MAGICO KAYAK
L’intero progetto si serve di una delle barche più piccole al mondo, che ha affascinato generazioni di esploratori, antropologi e studiosi. Usato dai popoli artici per spostarsi nelle loro acque gelide, il kayak consente di vivere il mare e la natura da una prospettiva insolita e avventurosa. «La mia passione è iniziata sin da ragazzo, quando affrontavo i torrenti di montagna, per poi trasformarsi in attività sportiva a livello professionale», ricorda Grugnola, che nel 1985 ha ricevuto dal CONI la medaglia d’argento al Valore Atletico dopo aver partecipato a 21 campionati italiani e 16 campionati del mondo. «Il kayak permette uno sguardo ravvicinato sui litorali che nessun’altra barca consente, perché si può navigare a un solo metro dalla costa, nel silenzio più assoluto, tra gli scogli e la terraferma». La sua mente corre a Punta Ala, in provincia di Grosseto, e al noto Scoglio dello Sparviero. «In barca si mantengono sempre le distanze per via dei bassi fondi, mentre lo scorso anno mi sono avvicinato a tal punto da non vederlo più come uno scoglio, ma come un’isola rocciosa in mezzo al mare».

Foto: © Fiorenza Cicogna

RICCHEZZE SCONOSCIUTE
L’avventura in mezzo alle onde ha permesso a Grugnola di scoprire scorci di paesaggio di assoluta bellezza. «Da Castellamare del Golfo a Scopello è tutta una scogliera che pare irraggiungibile ed è rimasta pressoché intatta. Si avvista qualche edificio abbandonato qua e là, come i resti della tonnara di Scopello e qualche villetta, ma sono molto pochi. In particolare, la zona fra San Vito lo Capo e Trapani è particolarmente affascinante e sono meno numerose le costruzioni a pochi metri dal mare o gli edifici abbandonati. Dopo Trapani, è un alternarsi di spiagge di sabbia e scogliere meravigliose, spesso meno accessibili da terra della più nota Scala dei Turchi e con una minore presenza di costruzioni». La sussistenza di una natura incontaminata è confermata dalla presenza di un gran numero di animali, come i gabbiani reali, le rondini, gli aironi e i cavalieri d’Italia. «Il mare è di una bella tonalità di verde e mi è capitato di avvistare parecchie meduse, mentre il pesce, soprattutto quello più grande, è praticamente assente».

Nel complesso, la Sicilia è caratterizzata da un litorale molto vario, che alterna continuamente spiagge con scogliere, terreni bassi e acquitrinosi con dirupi alti e ripidi. «Questa importante eredità naturalistica, paesaggistica e artistica dovrebbe esprimere al mondo intero la nostra abilità di saper conservare e valorizzare questi beni di inestimabile valore, oltre alla capacità di rimanere aderenti alle tradizioni di arti e mestieri spesso anche millenarie». Eppure, non mancano gli elementi critici: costruzioni abbandonate o semi-distrutte dalle mareggiate invernali, porti mai terminati e la presenza di scarichi che compromettono la qualità dell’acqua. «Benché il mare sia limpido, in diversi tratti vicino ai centri abitati ho notato una forte presenza di alghe che ricoprono con un sottile velo verde chiaro rocce, sassi e persino la sabbia e le posidonie. Questo eccesso di vegetazione marina, che determina un ciclo in cui viene sottratto ossigeno alle altre forme di vita, è una conseguenza degli scarichi dei centri abitati e dell’uso dei fertilizzanti, che portano in mare fosfati e nitrati».

Foto: © Fiorenza Cicogna

Malgrado la navigazione in solitaria, Grugnola ha avuto modo di conoscere tante persone che lo hanno accolto con grande ospitalità durante le sue tappe, tra cui i presidenti e i soci della Lega Navale Italiana. «Con loro ho avuto modo di parlare dello scopo del mio viaggio. Mi ha fatto piacere notare come gli uomini di mare abbiano piena coscienza delle problematiche legate alle coste e all’ecosistema del litorale, mentre spesso le istituzioni sono sorde a questo tipo di segnali: in realtà, l’inquinamento frena il turismo e trasforma alcune zone in discariche a cielo aperto, luoghi abbandonati e di completo degrado». Per questo suo “taglio” di viaggio ecologicamente rispettoso, “Sicilia 2012” ha ricevuto il patrocinio di Legambiente e di Salviamo il Paesaggio.

Ancora una volta, per Grugnola, il kayak si è confermato il mezzo migliore per navigare. «Anche con condizioni meteo non troppo ideali, ad esempio quando in approccio a Licata il vento soffiava con raffiche fino a 32 nodi, ho potuto proseguire in sicurezza. È un mezzo che tutti possono utilizzare, affidandosi a una buona scuola per prepararsi bene e migliorare le proprie doti marinaresche». Fotografie e diario di bordo sono disponibili sul sito www.rounditalycruise.it.

Foto: © Fiorenza Cicogna

Paola Rinaldi

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