Dove vanno le nuvole

Volgendo lo sguardo in alto, oggi ho incontrato un gruppo di viaggiatrici piuttosto insolito per l’esperienza mentale di chi si limita come me a contare i propri passi sul marciapiede, ma così naturale e spontaneo da sembrare quasi assente: è un gruppo di nuvole.
Di varie forme e dimensioni, e pure di vari colori.

IMG_2623C’è il nuvolone grigio, scuro: pare nascondere un brontolio, un respiro pensoso, un passo pesante e cadenzato. La mole possente e l’ombra che copre il sole, ne disegnano una dimensione a tratti inquietante e spaventosa.
Ci sono le nuvole più bianche, più piccole, che nel loro moto rapido e ventoso sembrano manifestare l’irrequietezza della gioventù. In esse la luce del sole è accolta come elemento della loro stessa materia, e ne costituiscono quasi un sipario di vapore acqueo.
Infine, ci sono le nuvolette: sì, proprio quelle che da bambini ci siamo trovati a osservare distesi su un prato, a capirne i movimenti, a studiarne e a immaginarne le forme.
E come a voler trasferire l’immagine senza forma di una nuvola a ciò che i nostri occhi invece contemplavano sull’orizzonte del nostro cammino, le abbiamo immaginate simili ora a un animale, ora a una pianta, o persino a un volto conosciuto.
Nuvole viaggiatrici del cielo, che descrivono un movimento così leggero eppure continuo, silenzioso e al tempo stesso potente, inarrestabile.
Guardando le nuvole questa mattina, ho conosciuto una nuova esperienza di viaggio: quella che le nuvole stesse, il cielo che le avvolge, il sole che le accarezza, fanno intorno a noi.

 

Emanuele Paolo Valente
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