Sulla strada

In assoluto, è uno dei migliori album della sua carriera. A quattro anni dal precedente “Per brevità chiamato artista” (2008), è uscito nei negozi tradizionali e nei digital store il nuovo album di inediti di Francesco De Gregori, “Sulla strada”. Il titolo si ispira al romanzo autobiografico di Jack Kerouac, “On the road”, considerato il manifesto della Beat Generation e basato su una serie di viaggi in automobile attraverso gli Stati Uniti.

Le canzoni dell’album sembrano arrivare da molto lontano per freschezza di parole e intuizioni melodiche, ma anche da molto vicino, dal semplice cercare su cosa si muove dentro a un artista impegnato a indagare gli aspetti emotivi della propria esistenza. Così sono nati  “Passo d’uomo” e “Guarda che non sono io”, con gli archi scritti e diretti da Nicola Piovani; così hanno preso forma, sulla leggerezza di ritmi latini, “Omero al Cantagiro” e “Ragazza del 95”, entrambi con la partecipazione di Malika Ayane. E poi il valzer lento che fa ballare con malinconica allegria “Showtime” e il tempo di rebetiko che sostiene “Belle Epoque”, un piccolo film di quattro minuti che con poche immagini coglie tutto il senso di un’epoca che volge alla fine e che sta per deflagrare negli orrori della Prima Guerra Mondiale.

Infine “La guerra”, questa volta quella di un soldatino “che ripensa al suo rancio disgraziato e all’odore della notte e del sangue che ha versato”, densa e carica come un temporale che non scaricherà le coscienze di nessuno, e “Falso movimento” dove “L’amore è mascalzone/viaggia contro mano/parcheggia sempre dove vuole”. Una canzone d’amore? Sì, con tutte le piccole grandi emozioni di un primo incontro.

IL VIAGGIO COME ISPIRAZIONE
A influenzare De Gregori è Jack Kerouac, un angelo vagabondo che viene annoverato tra gli scrittori più importanti del XX secolo. Nel suo capolavoro “On the road”, si nasconde dietro il personaggio di Sal Paradise, un ragazzo che ama stare in disparte affascinato dalla figura di Dean Moriarty, che lo trascina in un frenetico viaggio sulle strade americane, negli angoli più reconditi e remoti del Paese. Andando da est ad ovest, i piani di viaggio vengono continuamente modificati dagli incontri casuali fatti lungo il percorso e dalla mancanza di soldi.

Di recente, questo libro ha ispirato anche un omonimo film uscito nelle sale italiane e diretto da Walter Salles. Interpretata da Garrett Hedlund, Sam Riley e Kristen Stewart, la pellicola ha trasformato il cast in provetti globe-trotter, che hanno perlustrato non solo gli Stati Uniti – dalla Louisiana al Nuovo Messico passando per l’Arkansas – ma anche il Canada, il Messico e addirittura le innevate e remote regioni della Patagonia, in Argentina.

 

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