Tra le strade di Edimburgo con J.K. Rowling

Edimburgo. Grassmarket
Edimburgo. Grassmarket

«Le parole sono, per la mia opinione non tanto umile, la nostra fonte di magia più inesauribile, capace sia di ferire che di curare»
Albus Silente, Harry Potter e i doni della morte

…e aggiungerei di emozionare!
Da un ventennio ormai le parole di J.K. Rowling emozionano le generazioni di tutto il mondo. Bambini, ragazzi e adulti, tutti sono stati coinvolti dalla magia di Hogwarts.
Il 2018 segna per i lettori italiani il ventennale dell’uscita di Harry Potter e la pietra filosofale per la traduzione di Marina Astrologo. Ricordo di averla sentita raccontare di questa esperienza a una delle prime edizioni delle Giornate della Traduzione Letteraria, organizzate dall’Università di Urbino. Raccontò che tradurre Harry Potter non è stato semplice, soprattutto per la scelta di nomi di personaggi, luoghi, botteghe, incantesimi e oggetti che fanno parte di un mondo magico, di fantasia, e che al tempo stesso hanno nel loro suono o significato un esplicito riferimento alle caratteristiche stesse di tali personaggi e oggetti. Da traduttrice credo che anche Marina, col senno di poi, provi un’emozione incredibile nel pensare di esser stata colei che ha aperto la porta di Hogwarts a milioni di lettori italiani.
Tra le celebrazioni potteriane sicuramente la più grande è Harry Potter – The Exhibtion, la mostra itinerante iniziata nel 2009 a Chicago, che, dopo aver attraversato l’America, l’Asia, l’Oceania e l’Europa è sbarcata a maggio alla Fabbrica del Vapore di Milano. La mostra ripropone i set, gli oggetti, gli abiti di scena e le bacchette utilizzati durante le riprese dei film ispirati dalla celebre saga. L’ambientazione molto suggestiva, la minuzia di particolari, il poter sfiorare almeno con lo sguardo tutti quegli oggetti, rende quel mondo di fantasia e magia ancora più vicino, quasi tangibile, come a dire: non hai sognato, era tutto vero!

Harry Potter - The Exibition
Harry Potter – The Exibition

Leggere un libro permette a ciascuno di noi di creare il proprio mondo, a suo modo, con i suoi dettagli, la sua luce, la propria prospettiva. La magia sta proprio nella lettura! Ma nel caso di Harry Potter, grazie alla partecipazione alle riprese di J.K. Rowling, si sono adattate alcune scene, ma nel complesso, il film non delude il lettore. Ecco perché la mostra ha riportato una grande partecipazione di pubblico fino al sold out delle ultime giornate.
Così, mentre gli abiti di scena vengono riposti nei loro bauli, le bacchette nelle loro scatole, le pozioni e gli alambicchi accuratamente imballati, le pluffe ben richiuse nel baule di Oliver Baston, pronti ad un nuovo viaggio, direzione Berlino, rifletto un po’: il successo letterario globale e mondiale di quest’opera è stato determinato dal fatto che ciascuno di noi, come i protagonisti della saga, si è trovato ad affrontare, nel passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza, quella ricerca della propria identità, quell’oscurità contro la quale si è tenuti a combattere, quei legami di amicizia forti che nascono per non spezzarsi più, nonostante le nostre vite possano poi prendere binari diversi.
Non a caso ho usato il termine binario: è lungo un binario che tutto comincia, al 9 e ¾ della Kings Cross Station di Londra.

«Una locomotiva a vapore scarlatta era ferma lungo un binario gremito di gente. Un cartello alla testa del treno diceva Espresso per Hogwarts, ore 11. Harry si guardò indietro e, là dove prima c’era il tornello, vide un arco in ferro battuto, con su scritto Binario Nove e Tre Quarti. Ce l’aveva fatta.»

Espresso per Hogwarts - JuniperPhoton/Unplash
Espresso per Hogwarts – Photo JuniperPhoton/Unplash

È durante un viaggio in treno tra Manchester e Londra che la Rowling delinea il personaggio di Harry Potter. È dalla stazione londinese che Harry entra in questo mondo parallelo fatto di incanto e magia. È lì che sono salita sul treno per Edimburgo, Città della Letteratura Unesco.
Basta passeggiare lungo la Royal Mile per capire come Sir Walter Scott, Robert Louis Stevenson, Arthur Conan Doyle, per citarne solo alcuni, siano stati ispirati da quei luoghi d’incanto e da quell’atmosfera nel creare i loro personaggi e le ambientazioni di romanzi oggi noti in tutto il mondo.

Weasley Shop
Weasley Shop

Da qui una strada curvando scende verso Grassmarket: lungo di essa si affiancano case e negozi dalle facciate di colori diversi, ci si sente in un attimo catapultati con la mente in Diagon Alley. Sull’angolo un piccolo negozio dalla struttura tondeggiante attira la mia attenzione: mi aspetto di leggere sull’insegna Weasleys’ Wizard Wheezes, ma non è così. Che sia sotto un incantesimo per babbani?
Grassmarket è il cuore della parte più antica della città, la storia è ben segnata su ogni singola pietra. Qui, si svolge il mercato storico, c’è il miglior punto da cui farsi un selfie con il castello alle spalle, ma c’è anche il Pub Maggie Dickson, che tramanda un’antica leggenda.
Sembra infatti che nel 1727 Maggie venisse impiccata in pubblica piazza con l’accusa di aver ucciso suo figlio. Durante il trasporto del suo corpo giustiziato su un carro, furono avvertiti dei colpi nella cassa che la conteneva: la donna, ancora viva, avendo già subito la condanna non poté essere nuovamente punita. Visse dunque ancora a Edimburgo, e la storia di “Half-Hanged Maggie” ovvero, “Maggie, la quasi impiccata” è molto nota tra gli abitanti… È molto probabile che da questa leggenda sia nato il personaggio di “Nick-quasi-senza-testa” dalla penna di J.K. Rowling.

Maggie Dickson's Pub
Maggie Dickson’s Pub

In alcune interviste l’autrice racconta di aver scritto l’inizio dell’avventura di Harry Potter presso The Elephant House, un caffè molto semplice, che prende il suo nome dalle centinaia di statue di elefanti in ogni materiale e grandezza presenti all’interno. Si trova sul George IV Bridge, a pochi passi da Grassmarket. A parte una vistosa targa che lo annuncia come il luogo natio di Harry Potter, al suo interno non vi aspettate di trovare gadget a tema. Tanto meglio, dico io! Ciò che mi affascina e ricerco in questi itinerari letterari non è ciò che dall’opera è derivato, quanto piuttosto ciò che l’ha ispirata. È l’atto della creazione, un qualcosa di assolutamente (quello sì!) magico, emozionante, unico.

The Elefante House
The Elefante House

Mi sono seduta ad uno dei tavoli centrali della sala dell’Elephant House con un caffè macchiato davanti e il pensiero che magari proprio a quel tavolo aveva visto la luce qualche avventura del mago più famoso di sempre. Ogni tavolo ha forma e colore diverso, una sorta di stile shabby, volutamente non ricercato. Semplice. Naturale. Alzando lo sguardo verso la finestra ho compreso perché proprio lì. Le finestre della sala interna fanno da cornice al Castello di Edimburgo.

Castello di Edimburgo dalla Sala dell'Elephant House
Il Castello di Edimburgo dalla Sala dell’Elephant House

Sembra che la Rowling trascorresse buona parte delle sue ore all’interno di questo locale. Mi regalo ancora qualche attimo dopo il caffè, qualche scatto, ma soprattutto provo a immergermi in quell’atmosfera e a comprendere perché quello sia stato il rifugio migliore dove far nascere un’opera come Harry Potter.
Uscita dal caffè è il momento di una passeggiata nei dintorni alla ricerca di altre evocazioni letterarie, altri luoghi che possano aver fornito spunti ai romanzi, ma ecco che vengo presa alla sprovvista. Prima una, poi due, poi una decina di ragazzini, maschi e femmine, vestiti con una divisa da college, le bambine con gonnellina scura, camicia, cravatta bianca e azzurra, zaino con il logo della scuola. Mi dirigo verso il punto da cui giunge il flusso di studenti. Quasi non riesco a percepire se è realtà o anche io, come Harry, ho appena varcato un passaggio segreto lungo un muro magico e mi sono trovata catapultata in quello che ora è in assoluto il suo mondo. Giro a destra, seguo la strada, i bambini aumentano, alcuni aspettano l’autobus, altri entrano in qualche locale con i genitori per pranzare. Percorsa tutta la Forrest Road mi dirigo su Lauriston Place e d’improvviso mi trovo di fronte alla George Heriot’s School, un maestoso edificio in stile rinascimentale su cui svettano quattro torri. Quattro, come le quattro casate di Hogwarts.

«Le quattro case si chiamano Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde. Ciascuna ha la sua nobile storia e ciascuna ha sfornato maghi e streghe di prim’ordine.»

George Heriot's School
George Heriot’s School

È assolutamente incantevole! Lo è nel suo essere, nella sua architettura, nel suo aspetto, a prescindere da cosa abbia ispirato e cosa evochi nella mente dei lettori di Harry Potter. La sua storia risale al 1624, quando George Heriot, rimasto senza eredi decise di lasciare una cospicua somma di denaro alla città di Edimburgo per la realizzazione di una struttura che ospitasse i bambini poveri e gli orfani… orfani come Harry e Tom Riddle. Oggi è una delle più rinomate e prestigiose scuole di Edimburgo. Le quattro torri sono effettivamente le quattro case in cui è suddivisa la scuola… lasciatevi stupire ancora un po’ dai colori delle case:
Lariston, prende il nome dalla via su cui sorge la scuola. Il suo colore è: verde.
Greyfriars, prende il nome dalla chiesa vicina. Il suo colore è: bianco.
Raeburn, dal nome di uno dei suoi ex allievi, Sir Henry Raeburn, molto distinto nell’arte del ritratto. Il suo colore è: rosso.
Castle, per la vicinanza al Castello di Edimburgo. Il suo colore è: blu.

Per raggiungere la George Heriot’s School dall’Elephant House è possibile anche percorrere una scorciatoia attraverso il cimitero di Greyfriars. Da qui, quando il cancello è aperto, si incontrano i ragazzi in divisa scolastica. Il cimitero, a dispetto del luogo, è molto suggestivo, simile a una città antica ormai abbandonata. Ogni tomba racconta una storia, alcune anche più di una: penso alla tomba del poeta McGonagall, di Mrs. Elizabeth Moodie e a quella di Thomas Riddell. Sembra che la Rowling, durante le sue passeggiate, abbia preso ispirazione per i nomi di alcuni dei suoi personaggi proprio qui.

Cimitero di Greyfriars
Cimitero di Greyfriars
Lewis chessmen. National Museum of Scotland
Lewis chessmen. National Museum of Scotland (www.mms.ac.uk)

Al museo del Castello di Edimburgo alcuni piccoli oggetti destano ancora la mia attenzione: qui, esposti temporaneamente per una mostra, alcuni pezzi dei celebri Lewis Chessmen, scacchi in avorio e dente di balena ritrovati a fine Ottocento su una delle spiagge dell’isola di Lewis, a Uig per la precisione.
Risalgono con ogni probabilità al dodicesimo o tredicesimo secolo, di manifattura norvegese.  Undici pezzi sono conservati oggi al National Museum of Scotland, mentre gli altri 82 sono visibili al British Museum.
Mi dilungo ad osservarli: vescovi e cavalieri, guardiani e pedine, re e regine seduti sui loro troni… da un momento all’altro mi aspetto di vederli animarsi proprio come gli scacchi dei maghi:

Tutto tremante, Harry si spostò di tre caselle a sinistra. A quel punto, il re bianco si tolse la corona di testa e la gettò ai piedi di Harry. I neri avevano vinto. I pezzi si divisero in due gruppi e ciascun gruppo si inchinò all’altro […].

Scoprire Edimburgo e la Scozia in generale è come mettere i piedi sulle orme di J.K. Rowling, una delle sue figlie più celebri, ma anche affezionate. Il paesaggio meraviglioso è disseminato di parole, di echi, di ricordi. Altre scuole, altri castelli hanno ispirato l’autrice; da libri antichi e bestiari conservati nelle più antiche biblioteche sono nate le creature più incredibili che Harry e i suoi amici si trovano ad affrontare; nella meravigliosa regione delle Highlands il treno a vapore The Jacobite corre lungo il Glenfinnan Viaduct, lo stesso utilizzato per le riprese dei film.

«Ora la campagna che sfrecciava sotto i loro occhi si era fatta più selvaggia. Niente più campi pettinati. C’erano boschi, fiumi tortuosi e colline coperte di una vegetazione color verde scuro.»

Glenfinnan Viaduct - Jack Anstey/Unplash
Glenfinnan Viaduct – Photo Jack Anstey/Unplash

Mentre ci si lascia cullare dal treno, gli occhi fissi al finestrino, il cuore pieno di meraviglia, la mente sembra quasi percepire la domanda: Desiderate qualcosa del carrello?
Un viaggio nei luoghi di ispirazione letteraria racchiuderà sempre un fascino immenso, diverso per ciascuno di noi, perché la lettura ha proprio questo di bello: la creazione di infiniti mondi possibili.
«I bambini hanno un mondo segreto che per gli adulti sarà sempre impenetrabile» ha dichiarato la Rowling. A meno che, aggiungo io, quegli adulti non conservino l’arte di sapersi meravigliare e il potere di immaginare!

Raffaella Cavalieri

I testi, se non indicato diversamente, sono tratti da J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani Editore, Firenze, 1998.