Travelers

Luoghi reali e immaginari, mutazioni improvvise, percorsi tortuosi, panorami acustici ed elettrici. Il 6 marzo esce in Italia “Travelers”, il disco d’esordio del contrabbassista pugliese Matteo Bortone, dove la tematica del viaggio e del movimento viene evocata attraverso una musica tagliente, aperta a mutazioni improvvise.

Le undici tracce dell’album sono fedeli alle intenzioni del leader: forti melodie, songs malinconiche che sfociano in tempeste elettriche. Il costante binomio tra melodia e improvvisazione collettiva libera la band da ogni prevedibile definizione stilistica, affermando tuttavia una decisa linea rock/pop che caratterizza le tematiche dei brani.

L’AUTORE
Nativo di Otranto, Matteo Bortone si è affermato negli ultimi anni sulla scena jazz parigina, ma ha deciso di tornare in Italia quasi in contemporanea con il suo esordio discografico in veste di leader. Edito dall’etichetta Zone di Musica (http://www.zonedimusica.com/), l’album è stato concepito tra Roma e Parigi, e si avvale di una band italo-francese di prim’ordine: Antonin-Tri Hoang al sax alto e clarinetto basso, una delle voci più singolari del panorama jazzistico francese e membro dell’Orchestre Nationale de Jazz; Francesco Diodati, chitarrista romano acclamato dalla stampa di settore tra i migliori nuovi talenti odierni, e Guilhem Flouzat, batterista parigino trapiantato a New York.

Il disco sarà presentato in Italia e in Francia con un tour che toccherà diverse città, tra cui Firenze (1 aprile, “NOF Gallery”), Roma (4 aprile, per la rassegna “La Strada in Jazz”), Parigi (10 aprile al “Sunset Jazz Club” e 12 giugno al “Disquaires”), Vanves (13 giugno al “Turbulences Festival”) e  Chartres (15 giugno al “Parvis Jazz Club”).

MAGISTRALI SONORITÀ
In questo primo ruolo da leader, Matteo Bortone privilegia il suono collettivo più dell’aspetto solistico dei singoli, attraverso una scrittura che tiene conto degli altri membri del gruppo. È così che un tema come “Bioritmi” esposto dal sax non è semplicemente accompagnato dalla chitarra ma arricchito da un contro-tema, una sorta di contrappunto. Al contrario, nell’opening track del disco “View from abroad”, l’omoritmia fa da padrona dall’inizio fino a una decostruzione totale della pulsazione e a un solo collettivo.

L’impronta pop è evidente nella lenta “Traveler” , sfocia in atmosfere talvolta cupe (“Travel 2” e “Gaudi’s foot”), talvolta hard rock (“No hay camino”) ed è caratterizzata da sonorità acustiche (“Sustain”, “Travel 1” e “Nolan”) ed elettriche (“Halfway”). Le composizioni sono tutte ad opera di Bortone, ad eccezione della struggente ballad “Man of the hour” composta da Eddie Vedder dei Pearl Jam.

GIOVANE DI SUCCESSO
Classe 1982, Matteo (http://www.matteobortone.com/) inizia a suonare il pianoforte classico a 8 anni, la chitarra a 12 e il basso elettrico a 13 prima di iniziare lo studio del contrabbasso. Dopo il diploma, si trasferisce a Milano nel 2000, frequentando l’Università IULM e laureandosi nel 2005 in Scienze del turismo. Parallelamente agli studi accademici, studia basso elettrico al “Centro Espressione Musicale” di Gallarate con Massimo Moriconi nel 2002-2003. Da ottobre 2005 vive a Parigi dove ha frequentato il Conservatorio Nadia et Lili Boulanger e l’Ecole Nationale de Musique et Danse a Montreuil, studiando con Emil Spanyi, Pierre Bertrand, Jacques Vidal e Malo Vallois.

A giugno 2011 ha conseguito il Master in Jazz al prestigioso CNSMDP (Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi) studiando con Riccardo Del Fra, François Theberge, Glenn FerrisDré Pallemaerts, Hervé Sellin e Patrick Moutal. Ai seminari di Siena Jazz ha vinto due borse di studio: la prima nel 2007 per partecipare ai seminari l’anno successivo e la seconda, nel 2008, quando viene selezionato a rappresentare Siena Jazz e l’Italia al 19° IASJ (International Association of Schools of Jazz) diretto da David Liebman a Lucerna, Svizzera.

 

 

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