Sulle rive del lago Turkana

Kenya, Lago Turkana (foto Anna Alberghina)
Kenya, Lago Turkana (foto Anna Alberghina)

Sulle rive del lago Turkana mi capitò una circostanza fortunata: la mareggiata aveva chiuso alcuni pesci in una pozza.
Senza neanche troppo impegno feci una miracolosa pesca a mani nude.
La scena venne documentata con la videocamera: sarebbe stata poi utilizzata per simulazioni di vita ominide.
Mesi dopo, descrissi la scena ad alcuni pescatori locali, amici miei.
«Non è possibile», dissero «noi non abbiamo mai pescato con le mani».
Cercai di convincerli ma non è facile essere persuasivi con chi crede solo all’esperienza e considera gli antropologi come elementi ridondanti del paesaggio.
«È tutto documentato in un video», rammentai. E indicai alcune persone che lo avevano visto.
«Ah sì», disse un pescatore, «allora se vedo un film, devo credere che sia tutto vero?».

Compresi allora che la mente occidentale ha elaborato un proprio modo per distinguere il documentario dalla fiction.
La convenzione per cui io “sono” la fotografia sul passaporto mi consente di andare in Africa, ma agli occhi di un pescatore turkana le immagini sono veramente virtuali e passibili di elaborazione e inganno.
Qui, in un ambiente ostile di lava e acque di lisciva, la rappresentazione non è congrua con il reale. I Turkana sono scienziati dell’esperienza.

Alberto Salza