Bookcrossing, il fascino di un libro liberato

Libro "liberato" alla fermata del tram di Charpennes a Villeurbanne (foto Emmanuelle Berthelet)

Nessun vascello c’è che come un libro
possa portarci in contrade lontane
né corsiere che superi la pagina
d’una poesia al galoppo –
Questo viaggio può farlo anche il più povero
senza pagare nulla –
tant’è frugale il carro che trasporta
l’anima umana.

Emily Dickinson

Libro "liberato" alla fermata del tram di Charpennes a Villeurbanne (foto Emmanuelle Berthelet)
Libro “liberato” alla fermata del tram di Charpennes a Villeurbanne (foto Emmanuelle Berthelet)

La scrittura e il viaggio, si sa, sono direttamente proporzionali: si viaggia sulla scrittura e si scrive viaggiando.
Il viaggio verso l’altro e l’altrove, da secoli offre spunti per riflessioni e cronache che hanno dato origine a una fiorente letteratura e alla creazione del genere letterario della cosiddetta letteratura di viaggio.
Le parole di Emily Dickinson rappresentano una sorta di invito a compiere forse il migliore dei viaggi, quello tra le pagine di un libro, tra i flutti mossi dalle sue parole, tra le descrizioni avvincenti che ci vengono regalate dalla magia di un viaggio da compiere senza muovere un passo.
Un libro può offrire un viaggio con la fantasia ma può al tempo stesso diventare guida per un nuovo itinerario, per tutti coloro che avranno intenzione di seguirne l’autore.

Books belong to their readers. John Green

I libri appartengono ai propri lettori, ognuno ne dà un’interpretazione diversa… quindi per ogni mano in cui passerà, il libro, avrà una storia diversa da raccontare, in quanto gli occhi, le esperienze e gli occhiali letterari di chi legge saranno sempre nuovi: leggere un libro equivale un po’ a riscriverlo per se stessi.
Il libro ci conduce in mondi nuovi, con la mente o con il corpo… ma se guardassimo questo fenomeno da un’altra prospettiva?

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Libri liberati nel parco del Museo delle Belle Arti di Lione.

Un giorno mi è stata raccontata una storia affascinante che mi ha offerto una percezione diversa, un punto di vista diciamo… capovolto.
Era la storia di un libro… ma non un libro qualunque… era un libro-viaggiatore.
Sì, il protagonista era proprio lui, un libro che era stato “liberato”. Ma che significa liberare un libro?

Un pomeriggio di primavera durante una gita a Venezia, un uomo e una donna trovarono un libro abbandonato su una panchina. Sulle prime non fecero niente, lo osservarono e pensarono solamente che qualcuno l’avesse smarrito, dimenticato. Il loro pullman partiva di lì a poco per riportarli a casa ma chi è veramente sensibile non può sopportare l’idea di abbandono di un libro, così decisero di prenderlo.

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Libri liberati nei locali del mercato Wazemme a Lille (foto “La Ferme Savy”)

Arrivati a casa, aprendo distrattamente borse e valigie, trovarono il volume. Raccontarono alle figlie come e dove lo avevano trovato… sembrava un cucciolo abbandonato che finalmente aveva trovato una casa. Le figlie lo aprirono e vi trovarono all’interno di tutto: cartoline, foto, sottolineature, bigliettini… sembrava che parlasse, che avesse, non una ma mille storie da raccontare. Era un libro-viaggiatore!
“Questo libro non si è perso.
Hai tra le mani un libro viaggiatore!
È stato liberato da…” e indicava il nominativo e un codice che, poi scoprirono, rappresentavano il suo primo proprietario.

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Libri viaggiatori a Taipei, Taiwan. (foto Hohsuan Kuo)

Si trattava del fenomeno del bookcrossing, mi spiegarono poi. È un sistema molto affascinante di scambio di libri. I libri vengono registrati su un sito web, con codice e proprietario. Viene indicato dove si trovano e se sono in viaggio, sono in fase di acquisizione o di nuova liberazione e si può seguire il proprio libro nel suo viaggio attraverso il mondo. Eh sì, attraverso il mondo… perché può essere liberato ovunque, anche in aeroporto, su una nave, sul sedile di un treno, al tavolo di un caffè…. Ecco cosa significa “liberare” un libro.

Ognuno di noi ha il suo libro del cuore, o semplicemente alcuni libri che ci hanno particolarmente colpito.
Le esperienze nella vita, sono belle non solo in quanto tali, ma in quanto possiamo condividerle con qualcuno: è questo che le arricchisce, ma soprattutto che ci arricchisce.
In un libro spesso ritroviamo noi stessi, o scopriamo un concetto che ci piace, che ci dà forza, che esprime esattamente quello che non riuscivamo a far uscire noi con le nostre parole.
Quante volte, leggendo, abbiamo sottolineato parole, frasi, attaccato post-it per ricordare e ritrovare quel concetto?
Avete mai avuto il desiderio di scambiare proprio quel libro con la persona più cara, quella alla quale magari avete bisogno di dire certe cose che… a voce proprio non vi vengono… che dette con parole vostre sembrano non avere senso, ma se espresse da qualcun altro sembrano aver avuto l’approvazione del mondo intero?

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Libro liberato sulla panchina di un parco (foto Angel Valru)

Affidarsi a un libro o a una canzone “è un modo molto intrigante di comunicare” mi è stato detto un giorno non molto lontano… è come affidare un messaggio ad una bottiglia in mezzo al mare, aggiungo io….
Può fare il giro del mondo, può essere letta da chiunque, chiunque ne coglierà il senso in modo diverso… finché poi non capiterà nelle mani del vero e unico destinatario, che ne saprà riconoscere dettagli, profumi, grafia, musica o parole e saprà riscoprirne in un attimo il motivo che l’ispirò.

Così il libro-viaggiatore racchiude in sé le sue mille e una storia e… lo trovo davvero affascinante.
Aprire un libro e trovarvi all’interno messaggi, fotografie di persone che non si conoscono, cartoline che arrivano magari da un altro emisfero, scoprire che quel libro non è bello solo per la storia del suo autore, ma per tutte quelle che sono nate lungo il suo cammino, e che non ha un solo messaggio da portare, ma infiniti, è semplicemente meraviglioso.
Ognuno potrebbe racchiudere in sé un invito al viaggio. Per una volta non è l’uomo a descriverlo, ma è il libro che ci prende per mano e, come se aprisse l’album dei ricordi, ci mostra tutti i luoghi che ha attraversato e gli amici che ha incontrato lungo il suo cammino. Alain Borer affermava che Tra tutti i libri, quello che preferisco è il mio passaporto, unico in ottavo che apre tutte le frontiere… ma sono solo le frontiere fisiche, quelle che consentono il viaggio materiale verso l’altrove… ma come non essere d’accordo con la Dickinson, quando afferma che nessun vascello potrà mai portarci in contrade lontane o farci viaggiare più velocemente?

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Libri viaggiatori liberati di fronte ad una galleria d’arte di Taipei (foto Hohsuan Kuo)

“Liberarlo” significa permettergli di portare ancora messaggi nelle bottiglie… magari aggiungendo il nostro. Penso che bello sarebbe se due persone si riconoscessero tra i messaggi di quel libro-viaggiatore, potrebbe succedere di tutto, potrebbero avvicinarsi mondi lontani, allacciarsi amicizie dall’altro capo del mondo, risbocciare amori che la mente teneva lontani e nascosti….

Vado a liberare il mio primo libro… lo lascio lì, dove ho incontrato quegli occhi la prima volta… chissà che un giorno non ritorni ancora lì, con commenti aggiunti ai miei, con frasi che mi rincuoreranno… magari quegli occhi saranno accanto ai miei, brilleranno per la gioia, la curiosità e la voglia di aprirlo e scoprire le sue mille nuove storie da raccontare.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse…

 

Raffaella Cavalieri

Le immagini sono tratte da Journées Internationales du livre voyageur

 

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