Tra guide di viaggio e carnets de croquis

Paul-Adrien Bouroux, La casa dell'artista © Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis
La casa di Paul-Adrien Bouroux a Courteuil
La casa di Paul-Adrien Bouroux a Courteuil

Ho ancora le dita sporche di carboncino nero e, tutto intorno a me, l’odore che solo i libri antichi sanno evocare. Qualche briciola di carta che il tempo ha deteriorato è caduta sui miei pantaloni. È carta prodotta a Parigi da M.R. Charbo… “specialité pour les artistes”.  E proprio di un artista si tratta, Paul-Adrien Bouroux che prima di partire per l’Italia agli inizi del ‘900, fece una bella scorta di questi carnets de croquis da mettere in valigia all’alba dei suoi soggiorni italiani.
Sono tornati poi, quei quaderni, nella stessa valigia ma ricchi di immagini, schizzi, panorami e ritratti, scene di vita quotidiana, feste, manifestazioni e tradizioni del nostro paese. Ora sono gelosamente custoditi in Francia, al Museo d’Arte e di Archeologia di Senlis, archiviati e catalogati in apposite scatole sulle quali un’etichetta ingiallita dal tempo riporta il nome dell’artista. Madame la Conservatrice è stata così gentile da mostrarmi tutto il tesoro di quaderni e quadernetti che la moglie di Bouroux, Madame Marthe Dubout, consegnò al museo più di trent’anni fa.

Paul-Adrien Bouroux, La casa dell'artista © Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis
Paul-Adrien Bouroux, La casa dell’artista
© Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis

Ho avuto il privilegio di poter sfogliare quelli sull’Italia. Io, venuta da così lontano per fare una conferenza dedicata all’artista di Courteuil, paese giusto accanto a Senlis, artista poco conosciuto dalle nostre parti, ma di notevole valore internazionale. Mi trovavo lì a ripercorrere le sue orme. A Courteuil, infatti, negli anni ’20 dello scorso secolo, Bouroux acquistò una casa in cui trascorrere la bella stagione, lontano dal caos parigino, dall’abitazione e dallo studio che divideva con Maurice Achener. Courteuil gli offriva luoghi ricchi di ispirazione. La casa tuttora esistente, è stata acquistata da un privato e ho avuto l’onore di potervi accedere e vedere ciò che egli stesso aveva raffigurato nei propri disegni.
L’abitazione è giusto sul retro della Chiesa di Courteuil, dove a giugno è stata organizzata una piccola mostra e la conferenza su Paul-Adrien Bouroux, i suoi viaggi, i suoi disegni ed i suoi libri illustrati.

La Chiesa di Courteuil
Il retro della Chiesa di Courteuil

Un viaggio pittorico, direte voi? No, o almeno, non solo… Il mio primo incontro con Bouroux era avvenuto proprio a Siena, a pochi chilometri da dove abito, tra vicoli e piazze, chiese e fontane. Ovviamente non un incontro vero e proprio, ma un incontro artistico e letterario avvenuto in occasione della mia edizione italiana della guida Siena di André Pératé [1].
Il testo, pubblicato nel 1914, era illustrato da 14 meravigliose acqueforti e 60 disegni dell’artista. Nei carnets de croquis che ho avuto la fortuna di poter sfogliare al Museo di Senlis, ho trovato gli schizzi di quelli che poi son divenuti veri e propri capolavori nell’edizione finale. Il carboncino sulle mie dita dava l’emozione di una creazione appena compiuta… indescrivibile!

Mi è sembrato doveroso quindi, in questo breve viaggio in Francia, render visita a chi ci ha regalato scorci del nostro paesaggio e scene di vita che ci appartenevano un secolo fa. Avrei voluto leggere le sue lettere o i suoi diari di viaggio, conoscere le sue emozioni e le interpretazioni dirette di un artista in viaggio, ma purtroppo non ve ne è traccia, né tra i suoi discendenti, né tra amici, né tantomeno negli archivi consultati. Le uniche annotazioni le ho trovate in fondo ai suoi taccuini: rapide e pratiche, ma che danno il sapore di qualcosa in movimento.

Paul-Adrien Bouroux, La Chiesa di Courteuil © Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis
Paul-Adrien Bouroux, La Chiesa di Courteuil
© Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis

Gli schizzi riportati dai suoi due viaggi in Italia, dovevano servire da modelli per le acqueforti che gli erano state commissionate per le guide di André Pératé: la prima dedicata a Siena, la seconda ad Assisi. C’è una frase proprio di Pératé che, nella guida dedicata al luogo francescano, lo descrive nell’immediatezza del suo lavoro, nel suo cogliere la scena. È molto bella come immagine e ci fa rendere meglio conto di questa stretta collaborazione tra artista e scrittore.

Siamo nei luoghi di San Francesco: una pace profonda, un rilassamento dell’anima, una leggerezza che sale lontana dalle preoccupazioni e dalle meschinità di tutti i giorni. Sulla soglia del recinto monastico dove ci attendono la Pace e la Pietà, ci servono il Candore e l’Umiltà. Abbiamo trovato il Paradiso in terra, e custodisco in fondo al cuore le immagini dei Fioretti moderni che potrebbero ben tentare un giorno la piuma di un poeta o il pennello di un pittore. Ma il pittore è accanto a me, o almeno l’amico disegnatore che già mi ha accompagnato a Siena, e che ora, con il suo quaderno in mano, è preso da una matita veloce e dall’entusiasmo di rendere al più presto sulle sue lastre di rame tutta questa vita, tutta questa dolcezza che canta nella luce.

La ricchezza nel dettaglio dei disegni di Bouroux, rendono vive graficamente le parole di André Pératé dando un senso di completezza all’opera. Generalmente il testo previene l’illustrazione e l’artista ha il delicato ruolo di rendere le parole dell’autore senza tradirlo. Negli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale si assiste ad un grande sviluppo ed interesse per la bibliofilia; qualche anno dopo lo stesso Bouroux contribuì alla fondazione della Société de Saint-Eloy.
I due testi citati, scritti da André Pératé ed illustrati da Paul-Adrien Bouroux, ci offrono un valido esempio di quanto il viaggio sia un’esperienza importante per poter interpretare con i propri occhi, e non attraverso le parole di un altro, luoghi, paesaggi, personaggi, e saperli rendere al meglio sulla carta. Da sempre attento e rispettoso nei confronti della natura, l’artista francese seppe illustrarla in modo sincero, aggiungendovi al tempo stesso un pizzico di poesia.

Attraversare luoghi e strade sui quali i suoi occhi si sono posati un tempo e che abbiamo già ammirato in qualche sua opera, ci fa sentire un’emozione veramente forte soprattutto laddove è più facile percepire il suo genius loci, attraverso le opere di colui al quale gli dei hanno donato il potere di dargli valore, come affermò Henri Malò.

Una guida di viaggio illustrata acquista un sapore maggiore, soprattutto quando l’artista ha compiuto lo stesso viaggio al fianco dell’autore… i luoghi e i personaggi sembrano prender vita davanti a noi, a Siena come ad Assisi, a Courteuil come a Senlis.    

Raffaella Cavalieri


[1] Pératé. André, Siena, Pacini Editore, 2007, traduzione, introduzione e note di Raffaella Cavalieri.

 

Paul-Adrien Bouroux, Dalla casa dell'artista © Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis
Paul-Adrien Bouroux, Dalla casa dell’artista
© Musée d’Art et d’Archéologie, Senlis

 

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