Sulle orme di celebri pellegrinaggi letterari

Prima di partire per un viaggio ci sono tanti piccoli particolari da definire, dalle soste, ai mezzi di trasporto, al bagaglio fino… alla compagnia. Tiziano Terzani affermò in un suo libro:

Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio.
Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.
(Tiziano Terzani, Un indovino mi disse)

Terzani, tuttavia, non è stato il primo a pensarla così. Molti viaggiatori del passato, in particolare tra Sette e Ottocento, hanno intrapreso un viaggio che possiamo definire viaggio letterario, e che oggi si rende ancora più interessante in quanto offre al turista colto un modo di reinventare un viaggio tante volte intrapreso, in luoghi totalmente a portata di mano.

Leggere e viaggiare da sempre attivano nella nostra immaginazione delle associazioni metaforiche. Leggere equivale a “viaggiare” attraverso un testo, a partire senza lasciare la propria poltrona. Spesso succede che la lettura di un libro o le notizie contenute nel suo incipit, siano un vero e proprio invito a partire, a viaggiare. Un autore ci invita a sceglierlo come compagno di viaggio, a prenderlo come guida. Allo stesso tempo, come contropartita, questa metafora ne ha un’altra: il mondo come un libro, un testo da decifrare.

Alla lettura di un romanzo ciascun lettore associa un paesaggio, sia quello in cui si sviluppa l’azione o il luogo in cui l’autore ha vissuto e da cui ha tratto ispirazione per la sua opera. Ogni individuo letterario acquista un proprio spazio all’interno di una vera e propria geografia letteraria, entro la quale il turista colto potrà muoversi e sorprendersi nell’evocare, al suo passaggio, tutto ciò che la propria memoria culturale farà riaffiorare in quello specifico luogo.

Già a partire dal Seicento si trovano esempi di pellegrinaggi letterari, attraverso paesaggi disseminati da ombre e da impronte di grandi personaggi scomparsi, che con le loro opere hanno reso sacri quei luoghi. Uno tra tutti Francesco Petrarca, che ispirò itinerari di questo tipo in Francia, alla fonte della Sorgue, nati come escursione da un itinerario religioso alla Grotta della Maddalena. Un itinerario laico, dunque, che nasce da un itinerario religioso. Se, infatti, i primi viaggi medievali furono quelli dei pellegrini verso i luoghi sacri, nei secoli successivi nacque il pellegrino delle lettere, in cerca di luoghi laici e letterari. Nel corso del Settecento si diffuse la moda del viaggio in Svizzera alla ricerca dei luoghi descritti nella Nouvelle Héloïse, mentre nell’800 assistiamo ad un interessantissimo viaggio attraverso la penisola italiana sulle orme di Dante Alighieri, alla ricerca di tutti i luoghi descritti nella Divina Commedia.

L’aspetto curioso, per chi oggi va in cerca di strade non battute o di nuove letture di luoghi già noti, è quello della verifica dei cambiamenti che i luoghi hanno subito attraverso i secoli. E il fascino e lo stupore saranno maggiori quando la somiglianza sarà sorprendentemente evidente, in quei luoghi naturali in cui il progresso non ha modificato il paesaggio. In questa ricostruzione ci aiutano le parole, ma anche le immagini contenute nei testi di questi viaggiatori stranieri che ci precedettero lungo queste strade.

 

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi (Marcel Proust).

Sarà dunque interessante seguire l’ispirazione di questi grandi viaggiatori, studiosi ed appassionati del passato, provare un viaggio tra libri e parole, alla riscoperta di luoghi letterari in cui i grandi autori lasciarono le loro tracce indelebili. Si tratta di un viaggio molto affascinante perché ci permette di riscoprire ed apprezzare ciò che di più bello abbiamo vicino ai nostri occhi, senza doverci necessariamente allontanare in posti esotici per poter scoprire ancora qualcosa di nuovo. Basterà inforcare gli occhiali letterari che più si addicono all’occasione.

 

Raffaella Cavalieri

Dottore di Ricerca dell’Università degli Studi di Siena, studiosa e traduttrice di letteratura di viaggio, ha partecipato a diversi convegni sul tema e tenuto lezioni e seminari sul tema del viaggio letterario. Membro e collaboratore del “Collegium of Hermeneutic Research” della Carla Rossi Academy e Membro Ordinario e collaboratore del C.I.R.V.I. Ha pubblicato nel 2006 il volume Il Viaggio Dantesco. Viaggiatori dell’Ottocento sulle Orme di Dante (Robin Edizioni, Roma), e nel 2007 il secondo volume dal titolo Petrarca il viaggiatore. Guida ad un viaggio in Terrasanta presso lo stesso editore. Come traduttrice ha pubblicato e curato la traduzione de La 628-E8 di Octave Mirbeau, e Siena di André Pératé, presso Pacini Editore. Ha collaborato a molte pubblicazioni antologiche sulla letteratura di viaggio ed ha lavorato recentemente alla creazione di una bibliografia di testi di viaggio dal ‘500 a metà ‘800 per conto di BEIC per un progetto Europeo di digitalizzazione. Collabora con diverse riviste, tra le quali Storicamente (Univ. Bologna), Il Bollettino del Cirvi, Etruria Oggi, Il Turismo Culturale, Astrolabe dell’Università La Sorbonne, presso la quale ha tenuto un seminario sul viaggio dantesco.

 

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