Loricato, piante che raccontano la Basilicata

FuoriRotta 2018 - Loricato, piante che raccontano la Basilicata
Diverse specie di Sedum nel Parco Nazionale Appennino Lucano

I viaggi a piedi sono fatti soprattutto di voci.
Camminare esclude il silenzio: il piede scricchiola sulla carrareccia, lo zaino fa risuonare l’andamento della schiena, la natura intorno impazza. Quella assenza che riconduciamo subito al cammino è in realtà il nostro silenzio, quello che ci portiamo appresso, il silenzio dei pensieri che prende spazio in noi per compensare tutto il fracasso dei passi che si muovono e ne smuovono l’intorno. Ci sono poi le voci dei compagni di viaggio, quando decidiamo di condividere la strada e le voci di chi incontriamo, i portatori di storie, la ricchezza dei paesi, le voci di chi è rimasto a casa e ci accompagna, anche lì.
Ci sono poi voci che solo alcuni possono udire. Sono sottili, bisbigliano. Spuntano solo ad alcune ore del giorno, si accompagnano ai colori, talvolta.
Sono le voci delle piante, la memoria storica dei nostri luoghi che, con un’altra lingua, ancora raccontano il mondo com’era e, con la loro capacità di andare in profondità, ci suggeriscono come sarà.
Loricato racconta questo, di come il verde sia molto più di un colore, suggerendoci sottovoce il coraggio di attraversarlo.
Maria Clara Restivo

FuoriRotta 2018 - Loricato, piante che raccontano la Basilicata

I viaggi FuoriRotta nel racconto dei protagonisti


Loricato, piante che raccontano la Basilicata
di
Fabrizio Gerardo Lioy

Fabrizio Gerardo Lioy - FuoriRotta 2018
Fabrizio Gerardo Lioy

Il viaggio che racconto ha come teatro una terra ancora in gran parte incontaminata, dalla natura affascinante, selvaggia e talvolta ostile, che resiste all’impatto antropico ma allo stesso tempo accoglie e nutre l’uomo come una madre: la Lucania.
Una regione quasi totalmente ricoperta di boschi, sentieri non ancora percorsi, ricchezze naturalistiche uniche – la Basilicata è la seconda regione dell’Italia peninsulare per numero di specie vegetali endemiche –.
La scenografia che avvalora tale teatro è l’insieme dei monti che percorrono in maniera trasversale il territorio, i quali formano la catena montuosa dell’Appennino lucano.

FuoriRotta 2018 - Pinus Leucodermis
Pinus Leucodermis

Con la consapevolezza di ciò che questa terra rappresenta e la curiosità di scoprire i suoi altri significati, nasce il progetto Loricato il cui nome, oltre ad afferire a una specie di pianta particolare – Pinus Leucodermis, detto Pino Loricato, albero millenario originario dei Balcani –, vuole essere l’allegoria di come una specie si adatti e caratterizzi la storia di un territorio, evocando le specificità che lo rendono unico.
Un viaggio, dunque, volto alla conoscenza del patrimonio floristico della regione, con un approccio interdisciplinare che va dallo studio botanico all’osservazione antropologica riguardo il connubio tra l’uomo e la natura.

Le specie vegetali sono state le protagoniste del viaggio il quale, nel rispetto delle meraviglie della regione di cui si è data appena un’idea, non poteva che avvenire a piedi. Un attraversamento lento lungo la dorsale appenninica, dalle prime montagne che si levano a nord fino al confine con la Calabria, con l’obiettivo di raccogliere, osservare e studiare le piante forestali, sfruttando la loro capacità di fungere da documenti.

FuoriRotta 2018 - Loricato, piante che raccontano la BasilicataLa storia di una terra, infatti, prima ancora di esser narrata dall’uomo attraverso la tradizione orale e scritta, può esser raccontata dagli elementi naturali che la compongono e la connotano. Così, durante il cammino, sono state raccolte delle specie di piante che hanno saputo rivelare gli aspetti più svariati del territorio, come la risalente presenza di antiche aree glaciali o più semplicemente il recente passaggio di pascoli.
Il viaggio è stato affrontato con spirito umile, cercando di valorizzare la “storia naturale” di questa regione tramite una visione “eco-centrica”, in quanto in questo caso il viaggiatore  è da intendersi più come spettatore che come attore.

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Calpestando il tappeto del sottobosco e percorrendo le linee disegnate dai crinali è trascorso un mese, e dopo 280 km la ricerca e l’osservazione si son potute dire soddisfacenti; il viaggio è concluso ma i progetti che ha ispirato sono appena cominciati.
La realizzazione di un erbario è il primo dei lavori in cantiere, il quale, oltre a catalogare le piante raccolte per famiglia, genere, specie ed area di ritrovamento, ha il più alto scopo di sostituire le parole per raccontare un luogo e la sua storia.

FuoriRotta 2018 - Essiccazione dell'erbario
Fase di essiccazione dell’erbario

A seguire si cercherà di dare una geografia al viaggio attraverso la produzione di carte dei sentieri tracciati, al fine di divulgare una mappatura del territorio in parte mancante o difficilmente rinvenibile.
In conclusione, verranno prodotti una serie di scritti che descriveranno le ricerche condotte e le esperienze vissute in modo esaustivo e sincero.
Un viaggio lento, estraneo alla logica del turismo, per concedere il giusto tempo alla comprensione di questi temi. Con la speranza di essere uno spunto per altri viaggiatori alla ricerca di nuove dialettiche.


 

FuoriRotta 2018

FuoriRotta nasce da un’idea di Andrea Segre, Simone Falso e Matteo Calore, professionisti dello sguardo e cercatori di storie. In questi pochi anni, il progetto si è evoluto, ha cambiato contorni ed è diventata una realtà importante nel panorama italiano degli eventi legati al viaggio, forse per la sua unicità.
Molti dei progetti nati nell’ambito di FuoriRotta hanno dato vita a narrazioni che hanno poi continuato a crescere, arrivando a diventare documentari, libri, reportage, affermando a gran voce che per la nostra società viaggiare è ancora fondamentale, che cambiare prospettiva ci rende più ricchi, ridimensionando l’universo che ci siamo cuciti attorno, spostando il centro.
FuoriRotta è di chi crede che l’andare sia un diritto, di chi vede nei confini un’opportunità di cambiamento personale, di chi non ha paura.

www.fuorirotta.org