Tra il mare e i monti in Bulgaria

Paneuritmia, Monti Rila - Foto Catarina Carvalho

C’è un aspetto del viaggio che è in via d’estinzione perché è un movimento che vive della contrapposizione al turismo. Si nutre di stasi, silenzio e orecchie, orecchie in ascolto.
La specie a rischio si chiama immersione nella vita di comunità, dove per immersione si intende l’apnea, l’assenza di respiro.
È un tipo di conoscenza che non si concilia con le vacanze che da febbraio pianifichiamo nel dettaglio, dopo averle contrattate coi colleghi, non ha nulla a che vedere con i ritmi sostenuti dei tour “dieci-cose-da-fare-a” perché non prevede aspettative.
L’immersione nella vita di una comunità chiede l’abbandono di sé nel senso di fiducia nell’altro, nel senso di sospensione dal quotidiano.

Il viaggio Tra il mare e i monti si immerge, va in profondità. E porta a galla qualcosa che abbiamo perso.
Maria Clara Restivo

I viaggi FuoriRotta nel racconto dei protagonisti


Tra il mare e i monti in Bulgaria
di
Marco Schiavon e Ana Catarina Carvalho Moura

«Avete mai sentito parlare del Maestro Deunov e della Fratellanza Bianca Universale?», ci chiese un giorno un’amica bulgara.
In quel momento nacque il progetto di un viaggio in Bulgaria sulle tracce del movimento nato agli inizi del secolo scorso che segue gli insegnamenti del maestro spirituale Peter Deunov.
Il nostro obiettivo è arrivare sui monti Rila il 19 agosto, quando i membri della Fratellanza Bianca Universale provenienti da tutto il mondo si riuniscono per assistere alla nascita del sole con i canti e le danze rituali della Paneuritmia.

Finora l’umanità è vissuta nel subconscio collettivo come gli animali. Ma d’ora in poi passa nella coscienza collettiva, cioè gli uomini cominciano a rendersi conto che hanno bisogno l’uno dell’altro.
Finora ciascuno è vissuto per sé e per se stesso ha cercato la salvezza. Ma adesso tutta l’umanità ha un unico impulso di elevare il tenore di vita in modo ragionevole.
Questo impulso viene da dentro di ciascuno di noi. Così molte verità considerate assurde fino ad oggi, cominciano a prendere forma reale.
Il concetto di realtà, impercettibile, espande i propri confini, rapidamente.

Peter Deunov

Paneuritmia, Monti Rila - Foto Catarina Carvalho
Il cerchio della Paneuritmia sui Monti Rila

Raggiungiamo la città di Burgas sapendo che, nel fine settimana, si sarebbe svolto un raduno speciale dei membri della Fratellanza Bianca Universale.
Non sapendo il luogo, ci avventuriamo alla ricerca di qualche indizio e lo troviamo sul web: un sito riporta l’indirizzo dove a Burgas si tengono gli incontri della Fratellanza durante l’anno. Purtroppo, una volta giunti lì, nessuno sembra essere a conoscenza né del Centro, né tantomeno dell’esistenza della Fratellanza.
Arriviamo delusi a sera, non soltanto per aver perso il primo giorno di raduno ma con la frustrante sensazione che si stia svolgendo proprio in quel momento a pochi metri da noi, con scarse speranze di poter scoprire dove.
In quel momento compare un’icona su Facebook, un’inaspettata risposta da una pagina bulgara che avevamo provato a contattare senza troppa fiducia. Con un inglese pieno di pause per aiutarsi col traduttore automatico e con tanta volontà, dopo un primo esame per capire chi siamo e quali siano le nostre intenzioni, il nostro interlocutore ci svela il luogo in cui si sta svolgendo l’incontro speciale.
Si tratta di un posto lontano dal centro, su una collina brulla che una lunga tradizione considera possedere delle energie particolari, che – ci garantisce – “nessun taxi saprebbe trovare”. Ci raccomanda di farci trovare pronti alle 5 di mattina in una via della città vecchia, dove sarebbe passato a prenderci per condurci sulla collina in tempo per salutare il primo raggio del sole con il palmo destro aperto di fronte al petto. Ci apprestiamo ad assistere alla nostra prima Paneuritmia, la danza rituale che unisce esercizi fisici e musiche composte dal maestro.
Il primo contatto è dunque stabilito.

Paneuritmia, Monti Rila - Foto Catarina Carvalho
L’accampamento sui monti Rila

Il giorno successivo siamo pronti, elettrizzati e puntualissimi ma non spaventati. Siamo qui per scoprire.
Nonostante le difficoltà con l’inglese che sembra più un’interruzione al dialogo che una lingua, veniamo ricevuti con accoglienza e sorrisi da parte della maggior parte dei membri. L’uomo, il nostro tramite, ci avrebbe rivelato solo alla fine del viaggio che, la prossimità a cui abbiamo avuto accesso, è nata da una sorta di “fiducia istintiva” che lui e gli altri membri hanno sentito nei nostri confronti. Questa apertura infatti non è scontata e, in gran parte, è dovuta al lavoro di introduzione che, a nostra insaputa, quell’uomo ha svolto ieri introducendo il nostro arrivo ai membri, riuniti per la notte in una casa costruita apposta per la Fratellanza. È una realtà che attira curiosi e “scatti rubati”, che in passato ha già sofferto per una fiducia mal riposta.
Svolgiamo il nostro lavoro di documentazione in relativa tranquillità, manteniamo attivo il senso del tatto dettato dal timore di poter infastidire un momento che emana sacralità e concentrazione per i membri danzanti del cerchio della Paneuritmia.

Paneuritmia sui Monti Rila - Foto Catarina Carvalho
Il cerchio della Paneuritmia sui Monti Rila

Il giorno seguente siamo invitati ad approfondire la nostra relazione con i membri disposti a condividere le esperienze e la loro visione. Non è facile trovare le parole giuste per raccontare l’insegnamento della Fratellanza Bianca Universale, soprattutto è impossibile restituire l’energia che emana una comunità riunita per tendere alla perfezione e diventare così veri figli di Dio. Restiamo per vari giorni con i membri di Burgas, si adoperano per facilitarci i passi successivi, contattando talvolta per noi membri amici in altre città, presentandoci persone, aiutandoci.
Poi li salutiamo per addentrarci nell’interno del Paese, visitiamo città e villaggi, sempre seguendo la mappa della Fratellanza: in ogni luogo nuovo, veniamo ricevuti da un membro della Fratellanza che ci introduce al resto della comunità. Infine, ci dirigiamo sui Monti Rila, dove ad agosto migliaia di membri si riuniscono per celebrare quello che per loro è l’inizio dell’anno divino.

Paneuritmia, Monti Rila - Foto Catarina Carvalho

Abbiamo cercato di pianificare e organizzare quanto in nostro potere, lasciando fare il resto agli eventi e alle relazioni umane che si instauravano via via lungo il cammino, accettando che non tutto sarebbe potuto andare come avremmo desiderato, ma che altrettante cose buone sarebbero successe senza che le potessimo prevedere. Così è stato, ed è stata una delle lezioni più magiche.
Troppo spesso confondiamo la semplicità con la banalità, e la complessità con la complicatezza, e questo ci induce in errore. L’errore di sottovalutare o di disprezzare pratiche, tradizioni, rituali o idee che possono apportare pace e benessere nel nostro quotidiano.

Marco Schiavon a Burgas - Foto Catarina Carvalho
Marco Schiavon a Burgas

Una parola benefica letta al momento giusto, la vibrazione di una musica specifica, il movimento di una danza svolto coscientemente e con concentrazione, il sacrificio di svegliarsi all’alba e assistere al nascere del sole, la condivisione con altri, il concetto stesso di Dio – epurato dall’uso deviato e strumentalizzato che se ne è fatto nel corso della storia –, la conoscenza di leggi naturali e di concetti legati alle stelle – che nel nostro mondo odierno etichettiamo, non sempre senza motivo, come dominio dei ciarlatani – sono tutte cose che lì assumono un significato proprio, e abbiamo osservato sotto una luce nuova. Ci siamo resi conto di come tutto ciò a cui lì abbiamo dato valore, nel nostro quotidiano sarebbe sminuito o ridicolizzato con il pregiudizio e la presunzione del sapere: ci inducono a pensare che complicato è il futuro e semplice il passato, che tecnologico è il futuro e naturale il passato, che semplice è banale, e che dobbiamo sempre guardare avanti e mai indietro a ciò che è stato prima d’ora. E forse il nostro ruolo, il ruolo di questo viaggio è cercare di trasmettere questa luce nuova con cui osservare, e ridare valore a cose che ormai non ne hanno più.
Un viaggio antropologico dal Mar Nero ai Monti Rila, sulle tracce “bianche” lasciate lungo le vie del Paese, cullati dalla musica, dalla magia della tradizione, sulla scia di una spiritualità semplice che forse è l’ora di riscoprire.

Paneuritmia sui Monti Rila - Foto Catarina Carvalho

Foto di Ana Catarina Carvalho Moura


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