Marocco, l’esotico sulla soglia di casa

Essaouira

Marocco sconosciuto, insolito, come non avete mai visto. Tutte promesse da marinaio!
I viaggi in Marocco proposti dai tour operator sul mercato sono tutti uguali, patetici tentativi di far passare il vecchio per nuovo. O peggio, l’ordinario per originale. D’altra parte è comprensibile: il prodotto, per funzionare, deve essere totalmente depurato da imprevisti, fastidi e soprattutto insidiose novità. Dieci giorni di sicurezza assoluta, tutto compreso! Anche la noia.

Inutile dire che soluzioni di questo tipo non fanno per noi: soprattutto in Marocco, dove le alternative sono dietro ogni angolo, a portata di mano. Dalle catene dell’Atlante alle oasi del sud, dall’Atlantico al Mediterraneo, pochi paesi al mondo offrono una simile varietà di paesaggi, architetture e stili di vita. Il Marocco è l’esotico sulla soglia di casa, facile da raggiungere e da vivere. Basta volerlo, non c’è neppure da scervellarsi a trovare itinerari inediti: è sufficiente affidarsi alla curiosità, evadere dagli schemi prefissati.

Essaouira
Essaouira

Le cosiddette città imperiali, per esempio: il fatto che siano una meta fissa del turismo internazionale non deve scoraggiarci. Evitarle perché troppo battute, sarebbe un errore: Marrakech è assolutamente da vedere, come Meknès e la vecchia Fès. Però bisogna dedicarvi del tempo. La medina di Fès è un labirinto di circa 10.000 strade, vicoli, passaggi coperti e piazzette: un universo chiuso, ancora misterioso, tutto da esplorare.
La classica visita di due ore non porta a nulla: non vedrete né l’orologio ad acqua (pare costruito con opera di magia) né il suk dell’henné e neppure la fontana di Dar Jamai, ornata di stucchi e maioliche colorate.
Per non parlare di tutto il resto. In compenso tornerete in albergo con male ai piedi e una borsata di mediocri souvenir d’artigianato, comprati in fretta e senza discernimento. Stessa storia per Meknes e Marrakech: insomma, se di città si parla, decidete per una full immersion oppure cambiate programma. La scelta è ampia. Tanto per dirne una a caso, perché non la costa mediterranea e i monti del Rif?

Tangeri e il suo celebre lungomare valgono sempre la pena, Paul Bowles e Matisse insegnano; e così le case bianche e azzurre di Chefchaouen, oltre che le vicine foreste di querce, popolate da scimmie. A Tetouan invece non va nessuno: piena di ladroni, dicono. Sarà, ma il suo centro storico è considerato dall’Unesco tra i patrimoni dell’Umanità.
Da Tetouan potete comunque seguire il litorale fino a Targha e El-Jebah, per poi salire a Ketama e piegare a ovest, tra foreste e campi coltivati a canapa indiana. Visto che siete in zona non perdetevi la deviazione verso Cala Iriss e il Peñon de Velez de la Gomera: mare blu, quiete assoluta e un suggestivo forte spagnolo in rovina, tutto per voi.

Sidi Ifni, Archi naturali
Sidi Ifni, Archi naturali

Anche l’Atlantico non è da escludere: prima Essaouira, due giorni ben spesi in bella vita e relax, e poi via verso Tamri e le solitarie scogliere di capo Rhir. Agadir dice poco ma il parco nazionale di Souss-Massa merita certamente una sosta: magari considerate il birdwatching un’occupazione da pensionati, ma lo scenario di dune di sabbia e lagune è di una bellezza struggente. Non vi deluderà, abbiate fede.
Ancor più sorprendente è il tratto di costa che da Tiznit si estende verso Sidi Ifni e la remota Plage Blanche, dove il Sahara incontra l’oceano senza intermediazioni. A questo punto sta a voi stabilire il da farsi: se inoltrarvi nel deserto profondo, fino a raggiungere il confine con la Mauritania (almeno tre giorni di viaggio), oppure tornare indietro e spingervi verso l’interno e i monti di granito rosa che circondano il villaggio di Tafraoute.

Le possibilità offerte da un viaggio in Marocco sono virtualmente infinite: oltre al già detto avete a disposizione tutto l’Alto e Medio Atlante; la regione centrale, con le gole del Todra e del Dadès; Casablanca, Salé e il nord cosmopolita; e pure le lande disabitate dell’Oriente, verso il confine con l’Algeria. Tutto bello, tutto affascinante. Ma il Grande Sud è un’altra cosa, ovvero un viaggio nel viaggio. La zona che si estende tra la valle dello Ziz e quella del Draa è senza dubbio la più interessante e remota del Paese. Sempre che siate disposti a rinunciare a qualche comodità in cambio di un po’ di avventura. Intendiamoci non è obbligatorio: anche seguendo un itinerario classico, la soddisfazione è garantita.

Valle del Draa, Oasi
Valle del Draa, Oasi

I palmeti del Draa sono magnifici, come le dune di Merzouga e i villaggi fortificati in terra cruda che sorgono come funghi ai lati della strada. Volete di più? Siete come sempre incontentabili? E allora procuratevi un’auto a quattro ruote motrici, adeguate scorte di acqua, un ragazzo che vi faccia da guida e tuffatevi nel Nulla. Il Sahara, quello vero, vi attende dove finisce la strada asfaltata. E allora andiamoci, possibilmente in buona compagnia ed evitando il periodo estivo (fa un caldo infernale). Da Ouarzazate prendiamo a sud, imbocchiamo la valle del Draa e procediamo per Mhamid, ultimo avamposto della civiltà. La nostra prima meta è l’Erg Debahia, un mare di sabbia giallo oro dai confini fluttuanti: non cercatelo sulle carte, non c’è. Infatti, non ci va quasi nessuno. Traffico zero, turisti manco l’ombra e pista orrenda. Una fatica, ma trascorrere la notte ai piedi delle dune, alte fino a 150 metri, è un lusso supremo. Indimenticabile.
A questo punto, ormai sahariani battezzati, immergersi nel vuoto che separa Mhamid da Taouz vi sembrerà naturale. Ciò che non vi esime dall’essere prudenti: le vie che conducono alla valle dello Ziz e al Tafilalt sono poco più che tracce. Perdersi è improbabile, ma bisogna prendere la faccenda sul serio. In compenso lo scenario è entusiasmante.
La pista si snoda tra gole, fiumi secchi e pianure sconfinate, toccando villaggi fuori dal mondo. Fezzou, Oum Jirane, Tissemimoune sono immagini viventi di un Marocco scomparso, quello delle oasi e delle carovaniere. Il Sahara dei libri di viaggi, insomma. Per finire in bellezza non vi resta che incamminarvi sulla spettacolare “strada delle miniere”, zona ricchissima di fossili, e raggiungere finalmente Rissani. Con calma, in un paio di giorni, sarete nuovamente a Ouarzazate. Per voi, che di Marocco insolito avete fatto davvero il pieno, solo una tappa sulla via del ritorno.

Paolo Novaresio

Immagini Donatella Olivero