Notre Dame de la Paix

Altezza dell’edificio: 158 metri; diametro della cupola: 100 metri; capienza interna del santuario: 18.000 persone; sistema di illuminazione: 2248 proiettori ad alta luminosità; superficie delle vetrate a cattedrale: 8400 metri quadrati.
Numeri che impressionano: l’aritmetica non rende giustizia al delirio di onnipotenza che esprime Notre Dame de la Paix, la basilica più grande del mondo eretta a Yamoussoukro in Costa d’Avorio, ma può dare una vaga idea delle dimensioni della costruzione.
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Yamoussoukro, Costa d’Avorio. Notre Dame de la Paix

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Da qualunque direzione si arrivi anche lo sguardo più distratto non può fare a meno di cogliere la visione, quasi metafisica, dell’immensa cupola bianca sospesa nel cielo, al di sopra delle foschie equatoriali.
Poco lontano dalla spianata dove sorge la chiesa, trentasette ettari di giardini ben curati in stile francese, si estende un lago artificiale, dimora dei coccodrilli sacri, una torma di rettili grassi e pigri, nutriti a ore fisse da temerari inservienti.
Qui a Yamoussoukro, il gusto del contrasto è spinto ai limiti della capacità di percezione umana con le sue interminabili teorie di colonne doriche, i marmi italiani, l’organo elettronico e l’aria condizionata.
Più grande, più ridondante, più maestoso di San Pietro a Roma: ecco Notre Dame de la Paix.

Da quale fede, da quale luogo dell’anima è uscita l’idea?
“Nessuno fa niente per niente sulla Terra”, amava sentenziare Houphouët-Boigny, primo Presidente della Costa d’Avorio che fece edificare la basilica.
E allora perché costruire quel tempio in mezzo al Nulla, di tali proporzioni, e così in fretta?
Commissionata nel 1986 a Pierre Fakhoury, architetto ivoriano di origine libanese, Notre dame de la Paix fu terminata in soli tre anni, lavorando giorno e notte.
Nel 1990 veniva consacrata dalle autorità vaticane; tre anni dopo Houphouët-Boigny moriva.

La grande basilica appare come una sfida al tempo, alla morte, frutto della volontà di un solo uomo.
La figura del vecchio presidente appare in una delle vetrate della navata centrale (assemblate a Bordeaux), genuflessa tra gli apostoli al cospetto del Redentore, quasi a inseguire un sogno di eternità.
Monumento alla follia mistica, Notre Dame de la Paix rimane comunque un capolavoro dell’architettura moderna: troppo bella per essere di cattivo gusto, troppo grande per essere ignorata dal mondo.
Destinata comunque a diventare un luogo di pellegrinaggio: se non per i fedeli, certo per i turisti.

Paolo Novaresio

 

Yamoussoukro, Notre Dame de la Paix. Lago dei coccodrilli sacri

Notre Dame de la Paix. Il lago dei coccodrilli sacri