Sa die de vrores, festa di San Giovanni

Ci sono tradizioni popolari che hanno origini molto antiche, addirittura secolari, e che mantengono il loro carattere di autenticità anche nel mondo moderno rimanendo lontane dalla banalizzazione turistica.

Fonni, festa di San Giovanni - La processione
La statua del santo patrono in processione

Ho scoperto una di queste tradizioni a Fonni, paese della Sardegna nel cuore della Barbagia a mille metri di quota sulle pendici dei monti del Gennargentu.
San Giovanni Battista ne è il patrono e ogni anno la celebrazione della sua festa, il 24 giugno, coinvolge in modo molto sentito e partecipato l’intera popolazione.

La festa, di carattere fortemente religioso-cristiano, fonda però le sue radici in antichi riti pagani agro-pastorali.
Li ricordano il nome con cui è chiamata: sa die de vrores – il giorno dei fiori – che rammenta la primavera e il solstizio d’estate.

La sera prima della processione rami e foglie di sambuco, ritenuti avere poteri magici, sono sparsi lungo il percorso mentre l’acqua raccolta da una particolare sorgente, s’abba de vrores – l’acqua dei fiori – viene portata per le vie da un gruppo di donne del paese che, secondo la credenza popolare, acquista poteri curativi.

Sono capitato quasi per caso a Fonni il giorno prima della festa, durante un viaggio con mia moglie alla scoperta della Barbagia e delle sue tradizioni.
Il titolare dell’agriturismo in cui avevamo preso alloggio ci aveva subito informato dell’evento dandoci tutte le informazioni e il supporto affinché ne fossimo pienamente partecipi.

Fonni, festa di San Giovanni - Il Cassiere alla benedizione
Il Cassiere alla benedizione

Il primo momento importante della festa si svolge la mattina con la Messa solenne, Minsa ‘antada (Messa cantata) nella chiesa dedicata a San Giovanni.
Qui giunge accompagnato da amici e parenti il Cassiere, l’organizzatore e finanziatore dei festeggiamenti in onore del Patrono.
Il Cassiere trasporta a braccia il pane floreale chiamato co’one de vrores, il pane dedicato alla festa dei fiori, affinché sia benedetto davanti alla chiesa del Patrono.
Preparato secondo la tradizione dalle donne del paese, il pane necessita una lunga lavorazione e appare come una specie di enorme torta del peso di ben otto chili su cui sono infilati dei bastoncini di canna che reggono cinque galline (puddas) e 160 uccelli (pugiones) realizzati con un impasto di acqua di sorgente, semola, miele, e mandorle grattugiate (su pistíddu).

La messa è un momento suggestivo: tutta la liturgia viene cantata in sardo da due cori, uno femminile e uno maschile, in costume tradizionale.
La chiesa è affollata dalla popolazione vestita con tipici abiti da festa e le donne più anziane indossano antiche e preziosissime gonne in panno scuro plissettato.
Usate solo in grandi occasioni, queste gonne vengono ripiegate e conservate gelosamente durante l’anno in preziose cassapanche.

Fonni, festa di San Giovanni - La sfilata de S'Istangiartu
La sfilata de S’Istangiartu

Il culmine della festa si raggiunge nel pomeriggio con la processione in onore del Santo, la sfilata de S’Istangiartu attraverso le vie del paese pervase dal rintocco delle campane a festa.
Il corteo è aperto da un nutrito drappello d’onore di uomini a cavallo, i Cavalieri della Madonna dei Martiri vestiti nei loro sgargianti abiti tradizionali – giacchetto rosso e nero e calzoni bianchi – e da una numerosa rappresentanza di giovani cavalieri in camicia bianca e pantaloni scuri.
Dietro al drappello seguono la statua lignea di San Giovanni e il pane benedetto portati a braccia dal Cassiere e dai suoi amici.
Il prete e lo stendardo del Santo guidano il resto della processione formata da due lunghe file parallele di fanciulli e fanciulle in abito religioso e dalla popolazione vestita con gli abiti tradizionali.
Il corteo si snoda fino al tardo pomeriggio per le vie del paese in un susseguirsi di canti e preghiere in dialetto sardo e improvvise sfrenate cavalcate e figure equestri del drappello di cavalieri.

Quasi al tramonto si svolge la parte più emozionante della giornata: la corsa dei cavalli in onore del patrono, sa arrela de Santu Juvanni o meglio sa arrela de vrores.

Fonni, festa di San Giovanni - Sa arrela de vrores
Sa arrela de vrores

La corsa si svolge lungo una via rettilinea di circa cinquecento metri, sulla quale è steso un altrettanto lungo tappeto verde.
Dapprima i cento e più cavalieri sfilano preceduti da uno di essi che innalza al cielo il pane benedetto su co’one ‘e vrores stando in piedi sulla sella.
Inizia poi la corsa vera e propria, non una gara ma un susseguirsi di figure acrobatiche, dove nelle pariglie i cavalieri si lanciano al galoppo con in bocca l’asticella di supporto che tiene su pugione, l’uccellino del pane benedetto.

Veramente impressionanti sono alcune figure, come quella del cavaliere che cavalca in piedi contemporaneamente due cavalli al galoppo, oppure quella del cavaliere sulle spalle di altri due fantini in piedi su altrettanti cavalli al galoppo sfrenato.
Uno spettacolo grande di abilità e bravura che lascia veramente emozionati, sia per il coraggio dei cavalieri che per la potenza del galoppo dei cavalli, soprattutto visti così da vicino.

Al calar della sera la nostra guida ci annuncia che saremmo stati ospiti del Cassiere alla cena offerta all’intera popolazione del paese.
E così è stato, con enormi tavolate e distribuzione di carne di pecora bollita e arrosto, patate, vino e frutta a volontà.

La bellissima festa di San Giovanni a Fonni si conclude quindi nella piazza principale dove i gruppi folcloristici provenienti da tutta la Sardegna si esibiscono nelle tradizionali danze in costume e canti fino a notte inoltrata.

Bruno Bostica