Isola di Socotra

Pianeta Terra, circa 200 milioni di anni fa… i dinosauri padroni, i mammiferi ai primi passi, le terre emerse un unico continente in un pianeta d’acqua, i fiori neonate invenzioni botaniche.
Ecco, la storia di Socotra inizia qui.

Socotra, fiore di Adenium
Fiore di Adenium

Verosimilmente, da allora, il mare non ha più sommerso le vette dei monti dell’Haghir, che dominano il profilo dell’isola.
Cento e ottanta milioni di anni dopo, il livello del mare si alza a causa dell’aumento della temperatura terrestre, con conseguente scioglimento dei ghiacci polari.
Le acque si insinuano tra il proto-continente africano e l’arcipelago di Socotra, che da allora rimane isolato dalla terraferma per 20 milioni di anni.
L’assenza di qualsiasi interferenza esterna regala a Socotra uno degli ecosistemi più originali del pianeta: tutti i molluschi terrestri e i granchi d’acqua dolce, il 90% dei rettili, numerosi uccelli e 1/3 delle specie botaniche (circa 300 su 900) sono endemici, ovvero non si trovano in nessun altro luogo al mondo!

Anche al più distratto dei viaggiatori non sfuggirà inoltre la straordinaria diversità di ambienti: dalle dune del deserto alle montagne, dalle profonde gole dei wadi (fiumi stagionali) alle spiagge di sabbia candida, ogni angolo di Socotra presenta caratteristiche fortemente selettive, che hanno contribuito alla nascita di nuove specie, non solo tra le diverse isole ma anche tra ambienti diversi della stessa isola.

In aggiunta, i forti venti secchi e caldi del monsone estivo, costringono prepotentemente ogni forma di vita, compresa quella umana, a un adattamento fondamentale ai fini della stessa sopravvivenza.

La prima volta che ho visto Socotra non ero preparata. Studentessa appassionata di Scienze Naturali, avevo letto e compreso le informazioni riportate in sintesi poco sopra. Sapevo delle Dracaene, degli Adenium obesum e delle piante di incenso. Ma quello che mi attendeva sull’isola andava ben al di là della mia immaginazione, per quanto fosse stata alimentata dagli studi naturalistici.

Socotra, foto di Punica protopunica
Socotra, foto di Punica protopunica

Come spiegare, infatti, l’emozione di toccare con mano un antenato del melograno? Più piccolo, ripieno di una polpa farinosa dal sapore disgustoso, il frutto della Punica protopunica è l’unico non orticolo del suo genere, prototipo di selezione millenaria degli uomini, sostituitisi alla natura nell’incrociare varietà diverse al fine di ottenere un risultato più o meno commestibile.

E che dire della Boswellia, l’albero dell’incenso? La resina che ne trasuda si può mangiare: anzi, come insegnano i locali, con la masticazione l’incenso diventa gommoso, una sorta di chewing-gum naturale!

E che emozione abbracciare il tronco liscio, rotondo e perfettamente rassicurante di un Adenium obesum, parente sovrappeso del nostro oleandro! Il nome rende l’idea della sua forma, ma non ci dice niente della sua velenosità: dalla corteccia dell’Adenium si ricavano arpioni letali per i pesci e collane che i bambini indossano come amuleti protettivi, si dice per tenere lontani i temibili gatti selvatici!

Socotra, foto di Dendroscyos soqotranus
Dendroscyos soqotranus

Nessuno se lo aspetterebbe: ma a Socotra c’è anche l’albero dei cetrioli! Il Dendrosicyos soqotranus, con i suoi frutti sospesi nell’aria, abbarbicato sulle rocce, sfida le leggi della gravità.

Infine, è un dovere citare la Dracaena cinnabaris, o l’albero Sangue di Drago, la cui resina rossa ha poteri medicinali, cosmetici e tintorii. La forma bizzarra della sua chioma, che dà ombra e riparo a uomini ed animali, è il simbolo più conosciuto di quest’isola meravigliosa.

Socotra è un paradiso. Non ancora perduto. Ma a rischio: il delicato equilibrio tra uomo e ambiente di questo remoto angolo di terra è fragile.
Il visitatore che si reca a Socotra deve saper contribuire alla preservazione del suo unico ecosistema: qui più che altrove, il turista dev’essere fonte di sostentamento per le popolazioni locali e non pretendere agi e lussi che qui non esistono e sono peraltro incompatibili con le tradizioni culturali dell’isola. È anche grazie alla cultura tradizionale degli abitanti, rispettosa per l’ambiente, che Socotra è quella che è: un vero museo naturalistico vivente, un luogo fuori dal tempo, un Altro Mondo che per puro miracolo è oggi raggiungibile in poche ore di volo dal nostro.

Francesca Ponzio

Francesca Ponzio. Nata a Torino nel 1981.  Naturalista ed educatrice itinerante, aspirante velista, viaggiatrice per lavoro e passione. Ogni destinazione di viaggio è fonte di ispirazione per studi linguistici, etnobotanici e letterari. Scrive e disegna strisce a fumetti. Ha viaggiato a lungo in Irlanda, Guatemala, Yemen, Uzbekistan, Marocco e visitato molti altri angoli del pianeta. Attualmente vive in Provenza.

Per info sul viaggio a Socotra: Panda Trek – Laboratorio di turismo fatto in modo molto responsabile

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