Vietnam del Nord e minoranze etniche

Sapa, risaie terrazzate
Sapa, risaie terrazzate

La natura è stata generosa con il Vietnam!
Scintillanti distese di campi di riso, curate da tempo immemorabile dalle contadine con il tradizionale cappello conico, disegnano panorami strabilianti che appaiono dal vivo proprio come negli opuscoli turistici.
Un viaggio al Nord del paese consente di entrare in un mondo dai colori brillanti, dalla cultura ricchissima e dalla storia avvincente.
Il mosaico di etnie che popola le regioni montuose del Vietnam è noto come “tribù di montagna”.
I Francesi chiamavano queste minoranze “montagnards”, i Vietnamiti li chiamavano “moi”, un termine spregiativo che significa selvaggi.
Il governo attuale preferisce l’espressione “minoranze nazionali”.

Sapa (Vietnam del Nord)
Sapa (Vietnam del Nord)

La pittoresca città di Sapa, a 1650 metri di quota, si trova al confine con Cina e Laos, proprio al centro di una fitta rete di piste che conducono ai remoti insediamenti dove vivono otto degli oltre cinquanta diversi gruppi etnici del Vietnam.
I più famosi sono gli Hmong, gli Dzao e i Thai.
A causa della loro dispersione e dell’isolamento geografico, i vari gruppi hanno conservato lingua, abiti e tradizioni autonome.
Le leggende raccontano che i primi Hmong arrivarono da un luogo molto freddo dove vi era buio per sei mesi e luce per gli altri sei.
Fu un cacciatore, sprezzante del pericolo e delle bufere di neve, ad attraversare tutta la Siberia fino a raggiungere la Cina ove diede origine alla stirpe Hmong.
Sia che si arrivi a Sapa con il treno notturno da Hanoi o dopo aver percorso in auto molti chilometri di piste sconnesse, si verrà accolti da un paesaggio incantevole.
Dispersa la nebbia notturna, si palesa un cielo terso e l’alba illumina le montagne ricoperte da una lussureggiante vegetazione di bambù e palme, punteggiate da villaggi di case tradizionali su palafitte, interamente realizzate con materiali naturali.

Sapa, risaie terrazzate
Sapa, risaie terrazzate

Questi popoli conducono uno stile di vita semplice, basato sull’agricoltura.
Hanno abitudini seminomadi e coltivano il riso in terrazze ricavate con  la tecnica detta “slash and burn” (taglia e brucia).
Nel bel mezzo di ogni casa si trova sempre l’altare per gli antenati che, insieme agli spiriti della natura, restano il fulcro della loro religiosità, nonostante le influenze di Buddismo, Confucianesimo, Taoismo e Cristianesimo.
Ancora oggi i genitori dei futuri sposi consultano l’astrologo affinché si esprima sul buon assortimento della coppia e sul suo destino.
E’ compito dell’uomo portare in dote alla famiglia della fidanzata maiali, polli, vino di riso e molte monete d’argento.

Mercato di Bac Ha
Mercato di Bac Ha

Al centro della loro vita vi sono i mercati settimanali.
I più interessanti sono quelli di Can Cau e Bac Ha.
Fin dalle prime luci dell’alba si è risvegliati dai suoni del villaggio in fermento.
Donne vistosamente abbigliate con i variopinti costumi tradizionali, arrivano da lontano, le pesanti gerle cariche di svariate mercanzie.
Gli abiti sono così ricchi da far pensare che le bambine delle tribù imparino a ricamare prima ancora che a camminare!
La fibra più utilizzata è la marijuana che viene coltivata, filata, tessuta e poi tinta con l’indaco.
Tutte portano vistosi copricapi, neri per le Hmong e rossi per  le Dzao e si adornano di molteplici gioielli d’argento.
Quale segno di bellezza, le Dzao hanno la consuetudine di radersi le sopracciglia ed i capelli sulla fronte e di ricoprire d’oro uno degli incisivi.
Rossi, neri, fioriti, Hmong e Dzao si mescolano in una girandola di colori.
I venditori di incenso saturano l’aria di profumi.
Le donne si accalcano vocianti attorno ai banchi di tessuti.
Poco più in là si vendono gli animali: bovini, maiali ma anche cani e graziosi uccellini nelle loro gabbie.
Il mercato è occasione di transazioni commerciali ma soprattutto di incontri, scambi di notizie e pantagrueliche bevute!
Contagiata dall’euforia generale non riesco a resistere alla tentazione di acquistare un arazzo, uno scialle e un portafoglio ricamato.
Lo spirito di questa cultura mi ha già conquistata, ed è solo il primo giorno!

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