Viaggiare insieme: Cina, Yunnan e il mito di Shangri-La

Lijiang, Musicisti Naxi di musica tradizionale (Peter Morgan/WikiMedia)

Nel precedente Viaggiare insieme in Giappone, ho raccontato il progetto di condividere i miei viaggi con persone che hanno voglia di viaggiare in gruppo.
In questo articolo presento la Cina, prossima destinazione di un viaggio di 12 giorni alla scoperta della storia millenaria di un Paese in corsa verso il futuro.

Cina, Yunnan e il mito dello Shangri-La

Lo Yunnan è una provincia del sud ovest della Cina che confina con Birmania, Laos e Vietnam, ricca di risorse naturali con un clima gradevole e fantastici paesaggi impreziositi dalle tipiche risaie.
Per la sua posizione geografica è una regione etnicamente eterogenea dove vivono venticinque dei cinquantasei gruppi etnici cinesi: una diversità di lingue, religioni, razze, culture, tradizioni e costumi che rendono lo Yunnan una destinazione privilegiata per viaggiatori che desiderano conoscere il lato esotico della Cina.
Il tour, con partenza il 29 maggio 2016, farà tappa a Chengdu nello Sichuan, e a Kunming, Yuanyang, Jianshui, Lijiang, Zhongdian (Shangri-La) nello Yunnan.

Yuanyang. Risaie (Yulin Jia/Wiki/Media)
Yuanyang. Risaie (Yulin Jia/Wiki/Media)

Chengdu. Capitale del Sichuan è la porta verso il Tibet.
Fondata oltre 2000 anni fa, nota come Città del Broccato durante la dinastia Han, è oggi una città che si sta trasformando rapidamente ma che riesce a custodire il suo fascino antico con case aperte sulla strada, mercatini dell’artigianato e negozi tradizionali con le tettoie di legno.
Da visitare sono il Tempio Memoriale Wuhou, interessante per l’aspetto architettonico e storico, situato nella periferia sud di Chengdu e immerso in un parco di 37.000 mq di sentieri e alberi.
Il Tempio del Marchese di Wu dedicato a Zhuge Liang, personaggio storico cinese (181-234) nominato ministro e stratega militare sotto l’Impero di Liu Bei (161-223) del Regno di Shu durante il periodo dei Tre Regni.
La Capanna di Dufu, museo e memoriale dedicato a Dufu (712-770) uno dei più grandi poeti cinesi vissuto durante la Dinastia Tang, e il parco lungo le rive del fiume Huanhua, nella periferia occidentale di Chengdu.

Chengdu. Templo (WikiMedia)
Chengdu. Templo (WikiMedia)

Kunming è la capitale e centro politico, economico e culturale dello Yunnan, punto di accesso alla Via della Seta meridionale per il trasporto delle merci verso il Tibet, la provincia del Sichuan, l’India e il Myanmar.
Per il suo clima temperato e lo sbocciare continuo dei fiori durante tutto l’arco dell’anno, è chiamata “città dell’eterna primavera”.
A Kunming si concentrano i tanti gruppi etnici dello Yunnan: Yi, Bai, Miao, Dai, Hani, ognuno con la propria identità culturale che si manifesta negli abiti, nelle tradizioni culinarie e nelle feste.
Nei pressi di Kunming si trova la Foresta di Pietra (Shilin), conosciuta fin dalla Dinastia Ming (1368 – 1644) come “Prima Meraviglia del Mondo” è un raggruppamento di formazioni calcaree che escono dalla terra in svariate forme, chiamate con nomi fantasiosi come “Padiglione della contemplazione” o “La madre che si china sul figlio”.

Kunming. Shilin, Foresta di Pietra (Uwe Aranas/WikiMedia)
Kunming. Shilin, Foresta di Pietra (Uwe Aranas/WikiMedia)

Yuanyang si trova a circa quattro ore di strada da Kunming ed è il luogo d’origine della Popolazione Hani.
Qui le risaie (Patrimonio dell’Umanità) hanno avuto un ruolo di vitale importanza fin dai tempi antichi e ancora adesso la coltivazione del riso rosso è un primario mezzo di sostentamento.
Gli Hani nel tempo hanno creato un sistema di canali che consente di irrigare le risaie con l’acqua proveniente dalle montagne sviluppando così un’agricoltura in armonia con l’ambiente.
La popolazione Hani è distribuita in ottantadue villaggi sulle montagne Ailao nello Yunnan e le loro abitazioni, di due e tre piani, sono costruite sui pendii delle colline con bambù, fango e pietre.
Il loro ceppo linguistico è Tibetan-Myanmese, fino al 1949 una lingua solo parlata, non scritta ma incisa su bastoni che riportavano ciò che era importante ricordare e tramandare.
Solo dal 1957 con l’aiuto del governo, la popolazione Hani ha incominciato a scrivere utilizzando caratteri romani.

Yuanyang. Villaggio Hani (Takeaway/WikiMedia)
Yuanyang. Villaggio Hani (Takeaway/WikiMedia)

Jianshui. Centro di studi Confuciani per più di ottocento anni, il Tempio Wen Miao è il più grande complesso di templi Confuciani della Cina.
Nello Jianshui vivono comunità di Hani, Yi, Dai, Hui e Miao e, grazie alla mescolanza di queste diverse culture, è il posto migliore dello Yunnan per apprezzare la cucina cinese.
Il centro storico si presenta con molti vecchi edifici restaurati e vicoli che nascondono tesori architettonici di ere passate.
Da visitare il Giardino della famiglia Zang con i suoi cortili e il Ponte dei Draghi Gemelli, una struttura formata da diciassette archi, lunga 150 metri, costruita nel diciottesimo secolo in pietra locale per ricongiungere le sponde di due fiumi che serpeggiano come “due draghi”.

Jianshui. Ponte dei Draghi Gemelli (Xin/WikiMedia)
Jianshui. Ponte dei Draghi Gemelli (Xin/WikiMedia)

Lijiang.  Ai piedi dell’altopiano tibetano è la “capitale” della minoranza etnica Naxi.
Lijiang, letteralmente “il bel fiume (Jinsha)” era in passato un luogo d’importanza strategica lungo l’antica “via del tè e del cavallo”.
È famosa per suoi sentieri di pietra, canali, edifici di legno, pitture murali che mostrano la fusione della cultura tibetana, taoista, buddista e sciamanica.

Lijiang (Luis Franco/WikiMedia)
Lijiang (Luis Franco/WikiMedia)

Zhongdiang oggi conosciuta come Shangri-La, si trova a 3200 metri ed è la città dove si assapora la cultura tibetana.
Lo scenario naturale è di una bellezza impressionante, molto verde in primavera e coloratissimo d’estate, contornato da montagne innevate e fitte foreste.
Originariamente Gyalthang in lingua tibetana, Zhondiang si attribuisce nel 2001 il nome di “Shangri-La” come la città descritta da James Hilton nel romanzo “Orizzonte perduto”, il luogo paradisiaco scoperto da un gruppo di diplomatici inglesi di base in India sopravvissuti al disastro della caduta dell’aereo sulle pendici dell’Himalaya.
Zhongdiang è stata fino alla fine degli anni ’40 un importante centro di passaggio sulla via del “Tè e del Cavallo” dove le merci provenienti dall’Himalaya, dallo Sichuan e Yunnan, venivano scambiate nella piazza del mercato.

Zhongdian. L'ingresso al Monastero di Ganden Sumtseling (WikiMedia)
Zhongdian. L’ingresso al Monastero di Ganden Sumtseling (WikiMedia)

Lasciata Zhongdiang si rientra a Chengdu dove avremo mezza giornata libera per fare shopping, completare la conoscenza della città e prepararsi al rientro in Italia programmato per la sera del 9 giugno.

Per ulteriori informazioni potete visitare la pagina del sito
o scrivere a brunavienno@vacanzeviaggi.org

Bruna Vienno

VACANZEVIAGGI.ORG