Wild

Wild. Locandina del film dedicato al viaggio di Cheryl StrayedUn matrimonio naufragato, la morte improvvisa della madre e la caduta in una passiva auto-distruzione convincono una donna a mettersi sulle spalle uno zaino mostruosamente pesante e affrontare il più lungo, difficile e selvaggio sentiero montano del continente americano: 1100 miglia nella natura selvaggia, dal Deserto del Mojave fino alla regione del Pacific Northwest, attraverso l’accidentato Pacific Crest Trail.

La storia di Cheryl Strayed – diventata famosa per il suo acclamato libro-diario – sbarca al cinema dal 2 aprile con un film, “Wild”, che racconta la sua avventura lungo l’imponente sentiero montano che va dai confini meridionali del Messico fino a quelli con il Canada, lungo le catene montuose vicine alla costa ovest degli Stati Uniti.
Senza alcuna esperienza di attività outdoor, Cheryl parte completamente sola.

Anche se la tentazione di mollare nasce presto, fin dai primi durissimi minuti di cammino, in un modo o nell’altro trova la forza di insistere, e durante quei pochi mesi ritrova gli stimoli della gioia, del coraggio e della bellezza, oltre alla paura, lo sfinimento fisico e il pericolo.
Seppure infatti lei debba affrontare la sete, il caldo torrido, il freddo Wild. Immagine dal film dedicato al viaggio di Cheryl Strayedgelido e animali pericolosi, quella stessa esperienza la aiuta a rimettere insieme la sua vita, donandole il tesoro di una storia cruda ma straordinaria.

Cheryl Strayes non avrebbe mai immaginato che il suo libro sarebbe diventato l’ispirazione anche per molti altri a intraprendere un’esperienza così estrema.
Appena pubblicato, nel 2012, “Wild” ha scalato le classifiche di vendita e ha raccolto l’entusiasmo della critica, sia per il suo stile candido e irriverente sia per la sua avventurosità.
“Era molto importante per noi mantenere la purezza del testo” spiega uno dei produttori del film, Bruna Papandrea. “Il libro ha avuto tanto successo perché se vieni da una famiglia travagliata, o hai perso qualcuno che ti era vicino, o se hai comunque lottato Wild. Immagine dal film dedicato al viaggio di Cheryl Strayedcontro le difficoltà, beh, questa è una storia che ti ricorda come salvare te stesso. Cheryl si è ripresa la sua vita perché ha scelto di tornare nel mondo. Era questa la storia che volevamo raccontare”.

Nonostante Cheryl abbia fatto una lunga serie di incontri, alcuni illuminanti altri pericolosi, per la maggior parte del film la donna appare sola.
E la sua lezione diventa subito straordinaria: “Avrebbe potuto fare altre scelte”, riprende la produttrice
. “Sarebbe potuta diventare una drogata, infilarsi in quel baratro e restarci, ma decide di non farlo. Se ne tira fuori, e questo è di grande ispirazione per chi combatte contro la propria vita nei modi più diversi. C’è talmente tanta gente che sente di Wild. Immagine dal film dedicato al viaggio di Cheryl Strayedessere sola e non ha nessuno che l’aiuti. Questa storia urla a gran voce l’idea che chiunque può salvare sé stesso, ed è una cosa veramente potente”.

LUOGHI INCONTAMINATI
Fin dall’inizio, è stato ovvio che il film dovesse essere girato sulla strada e sui sentieri, sia per rendere completamente l’immersione di Cheryl nella natura selvaggia, sia il suo viaggio alla ricerca di incognite e rivelazioni.
Nonostante l’avventura si snodi dal Messico al Canada, il film è stato girato principalmente nell’Oregon, uno stato che offre tutta la vasta gamma dei panorami dell’Ovest e che alla fine sarebbe poi diventato la casa di Cheryl Strayed.
Altre riprese sono state invece effettuate nell’arido Deserto del Mojave, in California.

“Filmare all’aperto per la maggior parte del tempo, in mezzo alla natura selvaggia, al freddo, sotto la pioggia, o con il caldo rovente, ovviamente Wild. Immagine dal film dedicato al viaggio di Cheryl Strayedera una grande sfida”, commenta il direttore della fotografia, Yves Bélanger. “La Natura è stato l’ostacolo principale per Cheryl nelle prime settimane di viaggio, ma l’antagonista più grande, il suo vero nemico, era lei stessa”.
Mentre percorre il Pacific Crest Trail, Cheryl ricorda i vari eventi della sua vita, i momenti che l’hanno spinta su quel sentiero e che piano piano le rivelano sé stessa.

Una produzione straordinaria, dove alcune location erano talmente difficili da raggiungere da aver costretto la produzione a noleggiare asini e cavalli per trasportare le attrezzature, dove l’attrice principale (Reese Whiterspoon) si è ritrovata spesso con i piedi distrutti e tutto il corpo dolorante, dove la strada è diventata un vero e proprio personaggio, rappresentando il fascino selvaggio dell’Ovest americano.

“Wild è la storia di una donna che vuole cambiare la sua vita e decide di farlo in un modo estremo”, conclude il regista, Jean-Marc Vallée. “È un vero e proprio viaggio, un viaggio alla scoperta di sé stessa, in cui affronta la propria vita radicalmente e ponendosi le più domande più spietate. Ma è anche un viaggio di redenzione, ecco cos’è”.

SHARE
Articolo precedenteThe Railway Diaries
Articolo successivoLa tribù degli Ik