Il sole dentro

Due storie: una vera e l’altra inventata, ma tratta da vicende reali. La storia vera è quella del lungo viaggio intrapreso da Yaguine e Fodè, due adolescenti guineani che nel 1999 hanno scritto a nome di tutti i bambini e i ragazzi africani una lettera indirizzata “Alle loro Eccellenze i membri e responsabili dell’Europa”, in cui chiedono aiuto per avere scuole, cibo, cure. Arriva in queste ore in sala il nuovo film di Paolo Bianchini “Il sole dentro”, prodotto da Alveare Cinema in collaborazione con Rai Cinema, con Angela Finocchiaro, Giobbe Covatta, Francesco Salvi, Diego Bianchi e – per la prima volta sullo schermo – Gaetano Fresa (Rocco), Fallou Kama (Thabo), Mohamed Lamine Keita (Yaguine) e Mohamed Toumany Sylla (Fodè).

Con la lettera in tasca, Yaguine e Fodè si nascondono nel vano del carrello di un aereo diretto a Bruxelles e iniziano il loro straordinario viaggio della speranza che si concluderà tragicamente. Le loro vicende si incrociano con la seconda storia che narra di un altro viaggio, questa volta dall’Europa all’Africa, avvenuto dieci anni dopo e intrapreso da altri due adolescenti e un pallone. Thabo e Rocco, uno africano e l’altro italiano, sono vittime del mercato di bambini calciatori, dal quale sono fuggiti. Un vero e proprio sfruttamento in cui i bambini spesso vengono tolti alle famiglie, “usati” e abbandonati quando non servono più.

I due ragazzi giocando con un pallone, loro unico compagno di viaggio, attraversano l’Africa a piedi, percorrendo in senso opposto uno dei tanti “sentieri delle scarpe” tracciati in anni da migliaia di uomini, donne, bambini, in fuga dalle carestie e dalle guerre. Il loro viaggio è ricco di insidie e difficoltà ma anche di incontri ed esperienze straordinarie che li cambieranno per sempre.

Quando l’airbus 300 della Sabena conclude il suo lungo volo atterrando a Bruxelles, un tecnico scopre abbracciati i corpi assiderati di Yaguine e Fodè, nelle loro tasche la lettera indirizzata “ Alle loro Eccellenze”. Anche il lungo viaggio di Thabo e Rocco si conclude con l’arrivo a N’Dola il paese natale di Thabo, dove li aspetta in un campo di calcio dedicato a Yaguine e Fodè un mister un po’ speciale che tutti chiamano “pasta e fagioli”.

LA LETTERA
Tradotta del testo originale, la lettera di Yaguine e Fodè recita: “Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto per l’Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti… noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l’Africa, perché progredisca. Se vedete che ci sacrifichiamo, rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa. Ciò nonostante noi vogliamo studiare, vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi. Infine vi supplichiamo di scusarci moltissimo di aver osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto”.

Il regista, Paolo Bianchini, dal 2002 è Ambasciatore dell’Unicef per il suo impegno nelle problematiche dell’infanzia, trattate in molte delle sue opere. Ha iniziato la sua attività nel cinema come aiuto regista in circa sessanta film con i più importanti registi italiani, da Vittorio De Sica a Sergio Leone, e successivamente si è dedicato alla regia sia in Italia che all’estero, lavorando per le più grandi agenzie internazionali, dirigendo circa duemila spot pubblicitari e numerosi film di successo, sempre con un occhio di riguardo al sociale.

 

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