Io sto con la sposa

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Io sto con la sposa, cinema, film, Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al NassiryUn viaggio di quattro giorni e tremila chilometri attraverso mezza Europa, dall’Italia alla Svezia. Ad affrontarlo sono i cinque palestinesi e siriani protagonisti di Io sto con la sposa, il film-documentario – attualmente in sala – che racconta la storia vera di un finto corteo nuziale, messo in piedi da tre registi visionari (Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry) per aiutare un gruppo scappato dalla guerra e sbarcato a Lampedusa a proseguire il viaggio senza documenti attraverso il vecchio Continente.

La pellicola è il racconto in presa diretta di una storia realmente accaduta sulla strada da Milano a Stoccolma, fra il 14 e il 18 novembre 2013, che rappresenta un atto di disobbedienza civile. “Siamo stanchi di dividere gli esseri umani in legali e illegali. E siamo stanchi di contare i morti in mare”, commenta Gabriele Del Grande. “Non sono vittime della burrasca, ma di leggi Io sto con la sposa, cinema, film, Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiryeuropee alle quali è arrivato il momento di disobbedire per riaffermare il principio della libertà di circolazione”.

Raccontando una storia che ha il gusto dell’avventura e la dimensione del sogno, “Io sto con la sposa” è diventato un film manifesto prima ancora di uscire. Sulla rete se ne parla da mesi, da quando il 19 maggio scorso è stata lanciata una campagna di crowdfunding da record, la più grande nella storia del cinema italiano e una delle più importanti a livello internazionale sul fronte del documentario: in soli sessanta giorni sono stati raccolti centomila euro donati da 2.617 produttori dal basso.

Io sto con la sposa, cinema, film, Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al NassiryTutto questa mobilitazione è valsa al film, presentato nella sezione “Orizzonti – Fuori concorso” all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, tre dei premi collaterali che annualmente vengono assegnati durante l’evento: il Premio FEDIC conferito dalla Federazione Italiana dei Cineclub all’opera che meglio riflette l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore, il premio “HRNs – Human Rights Nights Award” per il Cinema dei Diritti Umani e il Premio di critica sociale Sorriso diverso Venezia 2014.

In breve, la trama racconta l’incontro avvenuto a Milano fra un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano con cinque palestinesi e sirianiIo sto con la sposa, cinema, film, Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry in fuga dalla guerra: decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia e, per evitare di essere arrestati come contrabbandieri, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa e una decina di amici italiani e siriani che si camufferanno da invitati. Così mascherati, attraverseranno un’Europa sconosciuta, solidale e goliardica, che riesce a farsi beffa delle leggi e dei controlli.

A fare da sfondo al film è un contesto reale, fatto da migliaia di siriani e palestinesi che ogni mese si affidano ai contrabbandieri libici ed egiziani per attraversare il Mediterraneo su mezzi di fortuna. L’Italia è solo un Pese di transito, perché la destinazione finale è la Svezia: così, dopo lo sbarco in Sicilia e l’arrivo a Milano, il viaggio riprende in auto, nuovamente nelle mani dei contrabbandieri. “Con le leggi sull’immigrazione in vigore, che rende il loro passaporto cartastraccia presso le ambasciate europee, non c’è altra soluzione. A meno che a quelle leggi qualcuno non decida di disobbedire: noi l’abbiamo fatto”.

 

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