Neve

Neve, Stefano Incerti, cinema, Donato, Norah

Neve, Stefano Incerti, cinema, Donato, NorahUn uomo cerca qualcosa, una donna fugge da qualcos’altro. Due vite “con le spalle al muro” si incontrano nell’appassionante avventura on the road raccontata in “Neve”, il film noir colorato di bianco del regista Stefano Incerti, in uscita al cinema il prossimo 11 dicembre. La storia è quella di Donato, un uomo circospetto e un po’ goffo, che sta attraversando le strade innevate di una provincia italiana a bordo di una station wagon verde. Ha un paio di sci montati sul tettuccio, ma non è in vacanza: sembra piuttosto che cerchi qualcosa, per lui molto importante, forse la refurtiva di una rapina dimenticata.

Vagabondando per le strade, si imbatte (improvvisamente e inopportunamente) in Norah, una donna dalla pelle scura che viene insultata e poi scaricata nella neve da un’auto di lusso. Lui non esita a soccorrerla, anche se ha tutto l’interesse a liberarsi di lei il più in fretta possibile, mentre lei non ha Neve, Stefano Incerti, cinema, Donato, Norahintenzione di mollarlo, perché non può tornare a casa: Gaetano, il suo boss, a cui ha probabilmente sottratto del denaro, comincerà a cercarla da un momento all’altro.

Per di più, Norah capisce quasi subito che Donato ha le chiavi di un segreto: sa dov’è la refurtiva di una rapina avvenuta da quelle parti un paio di anni prima e quel denaro potrebbe risolvere tutti i suoi problemi, smarcarla dal controllo della malavita, destinarla al futuro che desidera. Peccato che quel bottino sia anche l’obiettivo della ricerca di Donato, che non ha però l’aria di un rapinatore e forse porta con Neve, Stefano Incerti, cinema, Donato, Norahsé un altro, più ingombrante, enigma. Ognuno ha da giocare la sua partita, ma nello scorrere dei giorni il rapporto tra Norah e Donato diventa via via più intenso, più complice. Un rapporto che la resa dei conti finale dovrà, per forza, mettere a dura prova.

“L’idea iniziale è stata una suggestione semplice: un noir nella neve”, scrive il regista. “Ho pensato a due vite in bilico che si incrociano in un passaggio molto critico del loro svolgimento. Un uomo normale, una guardia carceraria, alla ricerca di qualcosa o comunque in possesso della chiave di un segreto. E in fuga, senza saperlo, da qualcos’altro. E una donna bellissima, dalla pelle scura, spacciatrice di coca (“neve” anch’essa) e “pupa” di un boss locale. Anche lei in fuga da una vita che comincia a starle stretta e dunque anche lei alla ricerca di una speranza”.

Il perno di questo viaggio reale ma anche simbolico fra sentimenti, violenze, menzogne e rancori è il denaro, quello del Neve, Stefano Incerti, cinema, Donato, Norahbottino dimenticato di una rapina, che può risolvere il destino dell’uno e dell’altra. “Denaro che nasconde, anche, il desiderio di entrambi i personaggi di esorcizzare i propri fantasmi, liberarsi di un passato ingiusto. Ho cercato di rendere tutto questo con stile asciutto, rigoroso. Affidandomi a scene secche, brevi, pochi movimenti di macchina. Volevo che i dialoghi fossero scarsi, soprattutto nella prima parte del film, più ampi e profondi nel suo seguito, quando il legame tra l’uomo e la donna è ormai, di fatto, indissolubile”.

In questo road movie, anche il paesaggio riveste una funzione fondamentale, perché anziché fare da sfondo è un terzo protagonista, in grado di partecipare alla storia come una vera e propria condizione dell’anima di Donato e Norah. “Cercando di sciogliere, pian piano, nel bianco per niente candido di una neve ostile e opprimente, i nodi di un thriller senza assassini, che, infilandosi nelle pieghe recondite delle psicologie dei protagonisti, potesse parlare alle coscienze di tutti noi”.

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