Un piano perfetto

Dal Kilimangiaro a Mosca. È un lungo viaggio quello che attende Isabelle, decisa a spezzare la maledizione che mette fine a tutte le prime nozze nella sua famiglia. Il piano è semplice: sedurre il primo pollo che capita, sposarlo, divorziare e poi risposarsi con l’uomo che ama davvero. Tutto perfetto se non fosse che il bersaglio scelto è l’infernale Jean-Yves Berthier, redattore di una guida turistica che lei sarà costretta a seguire in un periplo nuziale nella buona e, soprattutto, nella cattiva sorte. La bizzarra vicenda fa da sfondo a “Un piano perfetto”, il nuovo film di Pascal Chaumeil – con Diane Kruger e Dany Boon – che esce in tutte le sale italiane giovedì 19 settembre.

IN GIRO PER IL MONDO
Aver inserito le scene in Kenya o a Mosca ha sicuramente complicato il piano di lavorazione, facendo lievitare i costi. “All’inizio, le scene africane avrebbero dovuto svolgersi in Tanzania, dove avevo già fatto dei sopralluoghi”, spiega il regista. “Poi abbiamo preso in considerazione il Sud Africa, che è certamente un paese magnifico e affascinante, ma che non corrisponde più all’idea dell’Africa selvaggia. Il Kenya e i suoi paesaggi sublimi mi sono sembrati più adatti”. Girare laggiù la pellicola è stata una scelta costosa, ma necessaria per il realismo al film. “Mi riferisco soprattutto alla sequenza con i Masai: se avessimo girato altrove, avremmo dovuto scritturare delle comparse e far indossare loro dei costumi, invece in Kenya non abbiamo dovuto aggiungere nulla perché è così che si vestono e sono quelli i costumi che indossano”.

Per quanto riguarda Mosca, la troupe si è trovata di fronte allo stesso quesito: girare solo qualche sequenza per gli sfondi e spostarsi poi a Praga o in un paese meno “complicato”? “Alla fine, ci siamo convinti che Mosca fosse la vera New York dell’Est, perché ha in sé qualcosa di spettacolare e di estremamente potente ai fini cinematografici”.

QUESTIONE DI LUCE
Girare in Africa ha implicato una serie di problemi, come quelli creati da una luce che cambia velocemente o dal calmo costante. “Sapevamo che bisognava pianificare le riprese secondo i momenti della giornata, ma non avevamo un budget illimitato che ci avrebbe permesso di spalmare le riprese su più giorni attendendo le condizioni più favorevoli”, ricorda il direttore della fotografia, Glynn Speeckaert. “La scena del leone, per esempio, l’abbiamo dovuta filmare in un solo giorno mentre quella del matrimonio Masai ha richiesto una luce precisa che c’è solo ad una certa ora del giorno”. Il tutto è stato condito e aiutato dalla bellezza dei luoghi: “Con ambientazioni simili è difficile fare male visto che abbiamo girato in cinemascope”.

INCONTRO TRA CULTURE
L’insegnamento del film è che non bisogna mai fidarsi dell’opinione degli altri sull’amore, tenendo sempre gli occhi aperti su parenti o amici che possono influenzarci in maniera negativa. Parallelamente, al centro della sceneggiatura, c’è l’incontro con il diverso, il lontano: in alcune scene del film, come quella del matrimonio Masai, il pubblico vive un momento di autentica scoperta, di immersione totale in un’altra cultura. “Le riprese in Kenya hanno rappresentato un’esperienza straordinaria, anche se è sempre difficile girare in paesi del genere dove non ci sono tutte le infrastrutture necessarie”, commenta Diane Kruger.

Per il cast, quel viaggio in Africa resterà un ricordo indimenticabile: le notti trascorse in tenda, il leopardo che Diane ha incontrato nella doccia… “Sono esperienze che resteranno sempre impresse nella mia memoria”, riprende l’attrice. “Sono parte integrante di questo film e ci hanno fatto dimenticare la mancanza di comodità. Abbiamo cercato di immergerci il più possibile nella cultura locale. Abbiamo visitato luoghi poco accessibili, poco frequentati dai turisti”. In fondo, il suo sogno è sempre stato quello di avere il piede in due staffe, vivendo a cavallo tra due continenti. “Ho sempre voluto recitare in lingue diverse, esplorare diversi generi cinematografici, confrontarmi con cose mai fatte. Spero di poter continuare a lavorare in questa maniera anche in futuro”.

 

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